EIA, il futuro si tinge di green

EIA, il futuro si tinge di green

Molly Moore
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Esperti e analisti riuniti a Washington per il 16mo Congresso dell'Eia hanno ribadito la difficile tenuta delle fonti fossili di fronte all'avanzata delle energie rinnovabili, avvantaggiate dalla costante flessione dei costi di installazione e gestione

Se vi è un punto su cui hanno concordato i leader energetici e gli analisti alla conferenza dell’Energy Information Administration statunitense (Eia) di quest'anno a Washington, è che la previsione dei trend energetici globali è tutto fuorché imprevedibile. Il flusso continuo di tweet lanciati dalla manifestazione che riunisce annualmente esponenti dell'industria, delle istituzioni, oltre agli esperti e ai leader nel campo dell’energia racconta di un ribaltamento radicale della situazione in ambito energetico:

• 220 miliardi di dollari in meno spesi in investimenti in materia di #petrolio nel 2015 rispetto al 2014, un calo da record.

• #Natgas a picco fino al 2021. #Natgas e le #rinnovabili supereranno la produzione di #elettricità rispetto al #carbone entro il 2030.

• #Carbone di nuovo contro una pressione al ribasso nella produzione di #elettricità anche senza l'attuazione del #CleanPowerPlan.

Nel corso di numerosi workshop, durante la conferenza, si è fatto cenno a quello che viene descritto come l’umore del momento, ovvero il cosiddetto "Boom to gloom", che regna nel settore dei combustibili fossili. "Il calo del prezzo del petrolio sta influenzando sia gli investimenti che le decisioni in materia di produzione di tutta l'industria energetica, creando così, nel medio termine, una capacità limitata", afferma l'Eia, il braccio destro del governo statunitense deputato alla ricerca energetica. "Le forze geopolitiche complicano ulteriormente le tempistiche relative alle decisioni di investimento e ai prezzi di mercato".

Un mercato sempre più multipolare

Gli analisti presenti alla conferenza hanno avvertito che attualmente il settore petrolifero globale non investe abbastanza capitale e non dispone delle innovazioni tecnologiche necessarie per sostenere un'industria stabile. "19 dei 30 principali Paesi non appartenenti all'Opec hanno oltrepassato le aspettative relative alla produzione nel 2015, posticipando interventi di manutenzione e aumentando la produzione", ha riferito l'Eia. Durante la conferenza Jamie Webster, borsista ricercatore aggiunto presso il Centro universitario della Columbia University in materia di Politiche energetiche globali, ha affermato: "Il mercato petrolifero sta diventando multipolare nell'equilibrio a breve termine." Webster ha anche dichiarato che "la produzione di scisto supera al momento tutte le misure relative alle capacità di riserva dell'Opec", lanciando un avvertimento: "Anche durante i periodi di attività produttiva più intensa, ci sono voluti 3 anni per estrarre volumi sufficienti di scisto per eguagliare la capacità di riserva misurata. Un processo più veloce del previsto, ma troppo lento per mantenere stabile il mercato." Sempre secondo Webster, l'utilizzo dello scisto in sostituzione dell'Opec, visto come "fornitore saltuario/equilibratore del mercato…rende troppo semplice un complesso adeguamento del mercato". Dal suo punto di vista, il ruolo chiave dello scisto consiste nella sua funzione di "ponte tra lo stoccaggio in rapida evoluzione e i progetti a lungo termine".

Ancora gas e carbone, ma avanzano le rinnovabili

Sul fronte del gas naturale liquefatto (Gnl), l'eccesso di offerta sul mercato mondiale durerà probabilmente fino a metà del prossimo decennio, secondo le stime di Ernie Meggison di Meggison & Associates Inc. Gli esperti riuniti alla conferenza sono convinti che il carbone continuerà a registrare buone performance a livello mondiale. Secondo l'Eia questa risorsa dovrà "far fronte a una pressione al ribasso in termini di produzione energetica, anche qualora non" dovessero essere applicati limiti più severi in termini di emissioni proposti dal Presidente Obama nel suo Clean Power Plan. Tuttavia, nonostante le previsioni più cupe riguardanti i combustibili fossili, esistono dei rapporti positivi a livello internazionale in materia di energie rinnovabili, sostenuti dalle crescenti preoccupazioni degli investitori e degli azionisti sulle conseguenze attuali e future del cambiamento climatico. Oggi, il settore del solare negli Stati Uniti occupa 209.000 lavoratori, più del doppio di quelli registrati nel 2010, secondo i dati riferiti dall'Eia durante la conferenza. "Molti Stati stanno capendo che ridurre le emissioni è meno costoso e difficile di quanto pensassero inizialmente", ha affermato Michael Tubman del Centro per il clima e le soluzioni energetiche. L'utilizzo di gas naturale ed energie rinnovabili supererà il carbone, in termini di produzione elettrica negli Stati Uniti, entro il 2030, secondo le previsioni dell'Eia condivise durante la conferenza. In Cina, i carburanti e le tecnologie non legati al carbone sono in rapida ascesa grazie al sostegno delle politiche ambientali e climatiche, secondo Xizhou Zhou di Ihs Energy. Tuttavia, la società prevede che la crescita in termini di consumo di carbone in Cina si riprenderà gradualmente dal rallentamento economico attuale, raggiungendo un picco nazionale verso la metà del prossimo decennio. John P. Holdren, direttore dell'Ufficio per le politiche scientifiche e tecnologiche della Casa bianca, ha informato i partecipanti alla conferenza che la Cina continuerà a giocare un ruolo chiave a livello energetico nei prossimi anni: "Nel 2005, gli USA utilizzavano ancora un terzo in più di energia rispetto alla Cina. Nel 2014, invece, la situazione si è capovolta."