Lo sviluppo tecnologico per la decarbonizzazione

Lo sviluppo tecnologico per la decarbonizzazione

Giuseppe Didonna
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Obiettivo energia pulita a Istanbul, dove il dibattito sul futuro globale ha messo l'accento sulla necessità di elaborare formule per migliorare le tecniche di approvvigionamento e stoccaggio della produzione. Le esperienze di Emirati Arabi Uniti e Germania

Energia pulita e innovazione tecnologica. Temi strettamente connessi, il primo rappresenta il fine, il secondo il mezzo, entrambi riguardano da vicino il mondo dell’industria energetica. Un rapporto che i lavori del World Energy Council hanno approfondito durante il congresso di Istanbul, con sessioni di lavoro dedicate all’individuazione delle priorità da affrontare per fronteggiare i fabbisogni energetici del futuro.

Meno volatilità, più storage: la formula EAU

Venti delle maggiori economie mondiali hanno assicurato che gli investimenti destinati a ricerca e sviluppo nel campo dell’energia pulita raddoppieranno nei prossimi 5 anni. Basteranno a garantire l’eliminazione, o quantomeno la riduzione, del carbone nel settore dei trasporti e del riscaldamento delle abitazioni? Secondo il WEC, essenziale è lavorare per eliminare le incertezze legate alla volatilità di eolico e solare, così come, fondamentale lo sviluppo di nuove tecnologie di storage

Il ministro dell’energia degli Emitrati Arabi Uniti, Suhail Mohamed Al Mazrouei, ha voluto ricordare l’importanza dell’accordo COP21, definito "punto di partenza" per la comunità internazionale, impegnata a diversificare le risorse e promuovere l’utilizzo delle rinnovabili.

Secondo Al Mazrouei, importante è l’aspetto del commercio e dello scambio di forme di energie, un ambito in cui rinnovabili ed energia pulita devono essere in grado di ritagliarsi un ruolo sempre più importante. La ricetta seguita dagli Emirati si basa su strategie a lungo termine, in cui centrale rimane l’appetibilità e la commerciabilità delle forme di energia prodotte sul mercato, "una competizione in cui trovano spazio risorse tradizionali e rinnovabili". Produrre rinnovabili a basso costo, aumentandone di conseguenza l’appetibilità sul mercato, è un obiettivo che gli Emirati hanno perseguito attraverso un mercato stabile, commesse a lungo termine (strettamente collegate al primo) e connessioni con i Paesi vicini. Prossimo obiettivo le tecnologie di storage.

In Germania vince l'azionariato popolare

A rivendicare i risultati del governo tedesco è stato Rainer Baake, Segretario di Stato con delega ad Energia ed Economia che ha ammesso gli errori del passato, che non hanno tuttavia impedito alla Germania di "imparare a produrre elettricità da eolico e solare agli stessi prezzi del gas, in maniera assai più economica del nucleare". La chiave del successo della Germania, che ha aumentato le partecipazioni nel mercato energetico dell’energia nucleare del 32%, è secondo Baake, la partecipazione dell’azionariato popolare. "Abbiamo attivato 25 mila turbine eoliche e 26 milioni di pannelli solari dal 2000 a oggi. Numeri che non sarebbero stati possibili sena la partecipazione dei cittadini e l’aumento del numero produttori, sopratutto piccoli produttori".
La priorità della Germania rimane l’affrancamento dal carbone, un target che, se raggiunto e condiviso dalla comunità internazionale, permetterebbe di rientrare nei parametri stabiliti dalle Conferenze sul clima. Concorde Tufan Erginbilgic, Capo esecutivo di Downstream, BP, che ha ribadito le tre direzioni chiave per abbandonare il carbone: aumento efficienza energetica, svolta verso energie pulite e svulippo di tecnologie per la circolazione e il commercio delle rinnovabili.