Opec, road map verso il riequilibrio

Opec, road map verso il riequilibrio

Giuseppe Didonna
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Nell'incontro informale di Istanbul, durante il WEC, tra alcuni dei principali paesi membri dell'Organizzazione dei produttori, è emersa l'esigenza, sostenuta soprattutto da Mosca, di coinvolgere anche Washington negli accordi di revisione delle quote di produzione di greggio

La Russia vorrebbe che l’Opec inviasse precise direttive agli Usa, che, come ha ricordato il ministro russo dell’Energia Alexander Novak, è il "terzo produttore di petrolio fuori dall’ambito Opec". Questo il dato più significativo dell’incontro informale tra i ministri dell’Energia di Qatar, Emirati Arabi, Algeria, Venezuela e Russia con il segretario generale Opec Mohammed Barkindo a Istanbul, con l’obiettivo di dare un nuovo equilibrio al mercato del petrolio. L’incontro è avvenuto a margine della terza giornata dei lavori del World Energy Council, con l’obiettivo di definire con precisione i parametri scaturiti dall’accordo raggiunto ad Algeri il mese scorso, il primo dal 2008, un target che necessita però della collaborazione di Paesi produttori non facenti parte del circolo Opec. Particolarmente importante, come ribadito dal segretario dell’organizzazione, la definizione di una road map, che stabilisca un percorso certo attraverso il quale poter riequilibrare il mercato del petrolio.

Barkindo, un incontro assolutamente positivo

Nonostante si sia trattato di un appuntamento informale, rispetto al quale non erano attese decisioni ufficiali, la presenza del ministro russo Novak, ha reso l’occasione particolarmente importante. L’auspicio di "indicazioni" da parte Opec nei confronti di Washington è una apertura alla collaborazione, ma solo nel caso in cui i grandi produttori non Opec vengano messi sullo stesso piano. Barkindo si è però mostrato ottimista, sottolineando che l’incontro è stato definito "assolutamente positivo"; le parti si sono date appuntamento a fine mese, per una riunione di carattere tecnico di una commissione apposita, al fine di trovare le soluzioni più rapide e sostenibili per dare stabilità a un mercato rivelatosi negli ultimi anni troppo spesso ondivago. La strada segnata porta alla massima inclusività, a un aumento di coordinamento e collaborazione tra Paesi Opec e non Opec, con questi ultimi che, attraverso un processo di avvicinamento, potranno forse in futuro usufruire delle garanzie offerte dall’organizzazione.

Parametri più flessibili per Iran, Libia e Algeria

A rendere l’incontro particolarmente atteso, la presenza di Alexander Novak. Il ministro russo, interrogato sulla possibilità che il suo Paese ridimensioni le proprie pretese, ha dichiarato che non si è discusso di cifre e numeri, bensì di strategie e azioni concrete da porre in essere in futuro. Per le quote di produzione sarà necessario attendere le decisioni dell’organizzazione. Rispetto alle difficoltà mostrate da Paesi importanti in ambito petrolifero, come Iran, Libia e Algeria. Già nella riunione di Algeri l’organizzazione ha convenuto di venire incontro a questi Paesi, applicando parametri flessibili e condizioni differenti.  Il segretario Opec ha poi dichiarato di non poter garantire la partecipazione degli Stati Uniti agli incontri, tuttavia l’augurio è quello di poter includere gli Usa nel dialogo sempre più attivo e nella coordinazione crescente che si vuole instaurare tra Paesi membri e Paesi non membri.  Da rivedere, secondo Barkindo, anche il sistema "Stock-over hang", che non garantisce prezzi equi e finisce con il bloccare il flusso di investimenti e un mantenere il mercato su livelli sostenibili. In ultimo il ministro russo Novak, ha volute ribadire come l’Opec stia operando per mettere insieme tutte le parti, tra cui produttori e importatori, membri e non, cercando di creare un processo condiviso.