Verso una nuova era di cooperazione
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Negli ultimi 15 anni i rapporti commerciali tra India ed America Latina si sono sviluppati rapidamente. Oggi Nuova Delhi importa più del 20% del suo greggio da Venezuela, Colombia, Messico, Brasile ed Ecuador

Negli ultimi quindici anni si è assistito a una rapida trasformazione nei rapporti tra India e America Latina. Dopo oltre cinquant’anni di relazioni economiche e diplomatiche relativamente limitate, instaurare legami più profondi con la regione latinoamericana è diventata una tra le massime priorità per i responsabili decisionali di Nuova Delhi. L’India ha quindi avviato una campagna volta ad approfondire le interazioni economiche con la regione dell’America Latina e dei Caraibi (LAC), in particolare in campo energetico. Di fatto, il commercio e la cooperazione energetica costituiscono i pilastri fondamentali dei rapporti tra India e America Latina, rapporti che potrebbero intensificarsi ulteriormente nel caso in cui le tendenze in atto in entrambe le regioni dovessero persistere. Su questo fronte, come su molti altri, i due interlocutori si stanno muovendo rapidamente per recuperare il tempo perso dopo più di mezzo secolo di scarse relazioni. All’apparenza, India e America Latina hanno storicamente alcune importanti analogie. Entrambe sono state il premio coloniale di potenti nazioni europee e, dopo l’indipendenza, hanno dovuto fronteggiare gravi difficoltà di sviluppo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno entrambe adottato sistemi socialisti, per poi vedersi costrette a introdurre regimi liberali più duraturi a causa di pesanti crisi economiche. Queste riforme hanno sostanzialmente trasformato le rispettive economie e gettato le basi per le collaborazioni future, generando prosperità su larga scala, creando una classe media in continua ascesa e facendo crescere la domanda dei consumatori. Vista l’affinità delle loro esperienze storiche, ci si sarebbe aspettati di vedere l’India e l’America Latina instaurare legami più stretti già molto tempo addietro. Ma a precludere tale evoluzione è stata una serie di fattori. Tra questi, l’immensa distanza geografica, la priorità data ad altre questioni interne e internazionali e l’assenza in America Latina di quegli elementi culturali, linguistici e di diaspora che hanno avvicinato l’India a quasi tutte le altre regioni del mondo. Poi la svolta, oltre quindici anni fa, quando una convergenza di interessi economici e commerciali tra le due regioni ha fatto sì che l’America Latina diventasse una destinazione molto più interessante per gli investimenti e gli interessi indiani.

Il rafforzamento dei legami economici

Una cooperazione più stretta con l’America Latina rappresenta effettivamente un immenso potenziale economico per l’India. Stando alle stime più recenti, il PIL totale della regione supera i 5 trilioni di dollari USA a fronte di una popolazione complessiva di oltre 610 milioni di persone, di cui circa la metà di età inferiore ai 30 anni. Non sorprendono, quindi, gli sforzi messi in campo dall’India per rafforzare i rapporti economici con l’America Latina. Con una popolazione in rapido aumento e l’abbondanza di risorse di cui è dotata, la regione sta vivendo una forte crescita economica e sta accelerando il processo di democratizzazione, pur con qualche evidente eccezione. Una dinamica che ricorda lo straordinario cammino di crescita percorso dalla stessa India. In tale contesto, il gigante asiatico si è reso conto che l’America Latina rappresenta un’enorme opportunità di esportazione, in grado di alimentare ulteriormente la propria crescita economica. Quei fattori che prima erano considerati barriere a una più stretta cooperazione, ovvero la distanza, la cultura e la lingua, non sono più percepiti come ostacoli insormontabili per il commercio e gli investimenti transnazionali. Nuova Delhi vede gli interessi economici indiani e latinoamericani sempre più allineati. I numeri indicano l’entità dei progressi compiuti negli ultimi anni. Il commercio indiano con la regione latinoamericana è passato da meno di 2 miliardi di dollari, quindici anni fa, agli oltre 50 miliardi di dollari di oggi. I principali settori interessati dagli scambi commerciali sono quelli minerario, automobilistico, agricolo, informatico (IT) e farmaceutico. Lo Stato natale del primo ministro indiano Modi, il Gujarat, contribuisce per quasi il 60 percento al commercio totale tra India e America Latina. Anche le aziende più grandi e importanti dell’India si sono riversate nella regione, a testimonianza del profondo interesse suscitato dall’America Latina nel potente settore privato indiano. Attualmente, il Gruppo Aditya Birla conta oltre 2 miliardi di dollari di entrate provenienti dalla regione e generati nelle più svariate attività, dalla lavorazione di filati alla produzione di alluminio. Il gigante agroalimentare indiano UPL Limited ricava dal Brasile proventi superiori a quelli di tutte le sue altre attività estere messe insieme. Tata Consulting Services vanta una presenza significativa in Uruguay, mentre i servizi di consulenza IT indiani distribuiti in tutta la regione danno lavoro a oltre 35.000 latinoamericani.

La cooperazione energetica

Il caposaldo delle relazioni tra India e America Latina resta tuttavia la cooperazione energetica. Ad alimentare l’immensa domanda energetica indiana sono gli 1,2 miliardi di cittadini e un’economia in rapida crescita. Ma disponendo di risorse proprie limitate, l’India è tra i maggiori importatori netti di greggio al mondo, con oltre l’80 percento di riserve importate dall’estero. Il Paese è alle prese con una grave crisi energetica e le carenze croniche sono diventate la norma. L’entità del problema si è resa più che evidente nel 2012, quando il più grave blackout della storia ha lasciato al buio oltre 600 milioni di cittadini indiani. L’America Latina, con le sue immense riserve petrolifere, si è rivelata un fattore chiave per la sicurezza energetica dell’India, che si sta quindi affidando sempre più alla regione LAC per soddisfare il proprio fabbisogno di energia. Oggi l’India importa più del 20 percento del suo greggio da Venezuela, Colombia, Messico, Brasile ed Ecuador, collettivamente. Nei primi 8 mesi dell’anno fiscale 2016-17, il Venezuela ha rappresentato il 7,7 percento della totalità delle importazioni indiane di petrolio greggio. Le importazioni di petrolio venezuelano da parte dell’India sono l’elemento che definisce i rapporti bilaterali tra i due Paesi. Di fronte all’aggravarsi dell’instabilità politica ed economica che affligge attualmente la nazione sudamericana, il Venezuela sta diventando sempre più dipendente dal commercio petrolifero con l’India per generare proventi da far confluire nelle casse del governo. Il crollo dei prezzi del petrolio è stato d’altronde una manna dal cielo per la nazione indiana, che nel 2013 ha importato greggio dal Venezuela per 13 miliardi di dollari USA ma ha speso meno della metà dell’anno precedente per lo stesso volume di petrolio. Nel 2012, l’India è diventata il maggiore acquirente di petrolio venezuelano, sorpassando la Cina, e nel 2014 è risultata al secondo posto tra i Paesi di destinazione delle esportazioni petrolifere colombiane. La Colombia ha raddoppiato la propria produzione di petrolio negli ultimi cinque anni e figura tra gli unici quattro Paesi sudamericani a far registrare consistenti surplus nelle esportazioni all’estero. Oltre al petrolio, la Colombia e la Bolivia rappresentano insieme il 10 percento delle importazioni di oro indiane e la Colombia è il primo Paese di destinazione delle motociclette indiane e il terzo Paese di destinazione delle esportazioni complessive dell’India, che l’anno scorso hanno toccato un valore di 880 milioni di dollari. Anche gli scambi energetici e i rapporti economici tra Messico e India sono fiorenti. L’India è il terzo maggiore acquirente di greggio messicano al mondo. La seconda maggiore compagnia petrolifera indiana, OVL, ha aperto uffici in Messico con l’obiettivo di partecipare alle gare per la concessione dei diritti di esplorazione e sviluppo dei giacimenti di petrolio e gas del Paese. Questa decisione giunge in un momento in cui il Messico si sta interessando sempre di più all’India, visto che partner commerciali storici come gli Stati Uniti stanno vivendo il proprio boom energetico e riducendo quindi la loro dipendenza dal petrolio estero. A spingere il Messico a coltivare legami economici con Paesi che non siano solo gli Stati Uniti sono state anche alcune specifiche realtà geopolitiche. L’elezione di Donald Trump alla presidenza americana ha portato i leader messicani a ripensare i rapporti economici con i vicini Stati Uniti. I continui attacchi contro il Messico sono stati uno dei temi ricorrenti della campagna presidenziale di Trump. L’aver continuamente invocato la costruzione di un muro al confine con il Messico, da finanziare con il denaro messicano, l’imposizione di tariffe sull’importazione dei prodotti messicani e l’abrogazione del NAFTA, definito "il peggior accordo commerciale della storia", hanno provocato, com’era prevedibile, allarme e sdegno in Messico inducendo le autorità del Paese a cercare altre nazioni con cui approfondire i rapporti di cooperazione. L’Unione Europea è ugualmente poco allettante come partner potenziale, visto il suo crescente populismo e il diffondersi di sentimenti anti-immigrazione, nazionalismi economici e barriere commerciali. Da questo punto di vista, l’India appare perciò un’alternativa interessante. L’attenzione rivolta alla nazione indiana sembra in effetti ripagare. Nell’ultimo anno, il Messico ha per la prima volta superato il Brasile come principale destinazione delle esportazioni indiane. Lo scorso anno, il commercio tra India e Brasile ha subito una contrazione di oltre il 50 percento rispetto agli anni precedenti, un riflesso delle agitazioni politiche ed economiche che hanno messo in subbuglio la controparte BRIC dell’India. Ma le due nazioni hanno cercato di mantenere legami commerciali forti. Le esportazioni indiane in Brasile nel 2014-15 hanno superato quelle dirette in Giappone, Corea, Malesia, Indonesia, Thailandia, Francia, Italia e Spagna. Il crescente ruolo dell'America Latina per la sicurezza energetica dell’India fa parte del coscienzioso impegno messo in campo da quest’ultima per diversificare i propri fornitori di petrolio, tradizionalmente concentrati nei Paesi del Medio Oriente, inclusi Arabia Saudita e Iran. Diversi anni fa, l’India ha imparato i pericoli derivanti dall’incapacità di ridurre la dipendenza dal greggio dell’Asia occidentale, come dimostrato dal commercio petrolifero con l’Iran. Per svariati anni, l’Iran era stato il secondo maggiore esportatore di greggio verso l’India, tanto che quasi tutte le raffinerie petrolifere in India erano state costruite per la lavorazione esclusiva del petrolio iraniano. Ma all’inizio del 2012, l’India si è vista costretta a tagliare le importazioni di greggio a seguito delle sanzioni imposte da Stati Uniti e ONU sulla redditizia industria petrolifera iraniana per l’ambiguo programma nucleare di Teheran. Per sopperire a tale carenza, Nuova Delhi ha dovuto cercare altrove le proprie forniture energetiche. L’America Latina e le sue abbondanti riserve energetiche hanno contribuito a colmare il gap, diventando un fattore costante per la sicurezza energetica indiana. Al di là dei combustibili fossili, l’America Latina possiede una delle matrici energetiche più pulite al mondo e, date le ambizioni indiane su questo fronte, l’energia verde rappresenta potenzialmente un altro eventuale ambito di collaborazione.

Il fattore Cina

La crescente presenza dell’India in America Latina è comunque ancora sovrastata da quella cinese. I 260 miliardi di dollari in scambi commerciali tra la Cina e la regione spiccano nettamente rispetto ai 50 miliardi di dollari del commercio indiano nello stesso periodo. Inoltre, secondo le proiezioni, il commercio cinese nella regione LAC raggiungerà i 500 miliardi di dollari nel corso dei prossimi dieci anni, mentre si prevede che gli investimenti indiani si aggireranno intorno ai 250 miliardi di dollari nel corso dello stesso arco temporale. Ciononostante, l’India ha conquistato una fetta più consistente del mercato energetico latinoamericano rispetto alla Cina. Secondo la Banca Interamericana di Sviluppo, nel 2013 l’India rappresentava il 50,1 percento delle esportazioni energetiche della regione LAC verso l’Asia, a fronte del 44,8 percento della Cina. Inoltre, la quota della regione LAC sul totale delle importazioni petrolifere indiane è passata dal 4,5 percento nel 2003 al 20 percento nel 2014, mentre ha registrato solo il 10 percento sul totale delle importazioni cinesi di petrolio nel 2014. La Cina ha adottato un approccio aggressivo in America Latina, investendo miliardi di dollari in tutta la regione per finanziare progetti infrastrutturali, erogare crediti ed esportare una grande varietà di merci verso decine di diversi mercati regionali. Senza dubbio, Pechino ha superato Nuova Delhi nei rapporti con la regione LAC sotto ogni punto di vista, o quasi. I funzionari indiani sono ben consci dell’attuale disparità e capiscono quanto sia necessario mantenere una certa influenza nella regione, pur sapendo di non poter eguagliare i livelli della Cina. L’obiettivo primario dell’India è impedire che Pechino conquisti il completo monopolio dei rapporti con la regione, pur riconoscendo la propria limitata capacità di competere. Per molti, l’approccio indiano nei confronti dell’America Latina è fin troppo contenuto e prudente. Ma esistono segnali sempre più evidenti che la strategia indiana in America Latina potrebbe essere a lungo termine più fruttuosa rispetto a quella della sua controparte cinese. La vigorosa e multimiliardaria strategia di Pechino nei confronti della regione ha infatti generato qualche contraccolpo. Molti latinoamericani sono infastiditi dalla marea di prodotti cinesi scadenti che ha invaso il mercato e che insidia le attività commerciali locali, mentre numerosi governi della regione sono sempre più sospettosi nei confronti delle onerose condizioni che accompagnano gli investimenti cinesi nei rispettivi Paesi. Al contrario, il commercio e gli investimenti indiani nella regione non sono oggetto di controversia e vengono percepiti come meno finalizzati allo sfruttamento. Nuova Delhi investe relativamente poco nei settori estrattivi della regione. Tali investimenti generano occupazione attraverso l’assunzione di risorse di talento quasi esclusivamente del posto e con un approccio fortemente improntato ai mercati e alla cultura locali. L’India è anche consapevole che un’ulteriore espansione della propria presenza nella regione potrebbe esporla alle stesse difficoltà che sta attraversando la Cina. Ne consegue che la strategia al momento perseguita dall’India potrebbe nel lungo periodo tradursi in un inatteso vantaggio competitivo sulla Cina.

Le sfide

Nonostante i progressi senza precedenti realizzati finora e l’immenso potenziale in termini di crescita futura, i rapporti economici tra India e America Latina sono ancora accompagnati da sfide molto complesse. Fondamentalmente, queste sfide riguardano la mancata conoscenza da parte dell’India dei mercati locali nelle altre regioni del mondo e la continua scarsità di adeguati finanziamenti per lo sviluppo di progetti nella regione LAC. Inoltre, se da un lato l’enorme distanza che separa l’India dall’America Latina non è più un impedimento come lo è stato in passato, dall’altro l’assenza di rotte commerciali dirette ha inevitabilmente avuto un impatto sul commercio e sui rapporti commerciali complessivi, visto che mediamente i tempi di consegna vanno ancora da 1 a 2 mesi. In termini competitivi, inoltre, l’India si trova svantaggiata rispetto agli accordi commerciali vigenti nella regione. Molti dei Paesi latinoamericani in rapida crescita, tra cui Messico, Cile e Perù, godono di accordi di libero scambio con alcune delle più grandi e importanti economie del mondo quali Stati Uniti, Unione Europea e Cina. L’India, invece, non ha accordi di questo tipo con nessuno dei Paesi dell’America Latina. La recente decisione di Nuova Delhi di avviare negoziati per un accordo di libero scambio con il Perù è una buona notizia oltre che un passo nella giusta direzione, che ci si augura possa indurre altre nazioni della regione a fare altrettanto in futuro. Inoltre, sebbene le decine di aziende indiane che operano nella regione latinoamericana siano divenute emblemi significativi delle solide relazioni commerciali tra India e America Latina, non sempre è stato facile. La Jindal Steel & Power indiana, ad esempio, ha fatto notizia in tutto il mondo per aver investito 2,3 miliardi di dollari nella miniera El Mutún in Bolivia, il più grande progetto a investimento diretto estero nella storia del Paese. Purtroppo, negli ultimi anni il progetto si è impantanato in una serie di controversie e l’azienda sta portando avanti una lunga battaglia legale per rescindere il contratto. Altre aziende indiane, più piccole, hanno abbandonato i rispettivi interessi nella regione non essendo riuscite a trarre alcun profitto dagli sforzi compiuti. I disinvestimenti dimostrano quanto l’America Latina sia ancora un terreno molto impegnativo per gli investitori indiani.

Le prospettive future

L’evoluzione delle relazioni economiche tra India e America Latina, specialmente nel settore energetico, rappresenta un’autentica trasformazione, in parte attribuibile a un cambiamento radicale nell’atteggiamento di entrambi i Paesi. Tradizionalmente, l’India aveva sempre considerato l’America Latina come una regione non democratica, afflitta da instabilità politica, iperinflazione e svalutazioni monetarie. Dal punto di vista di molti Paesi latinoamericani, invece, la profonda povertà e le disparità di crescita dell’India ne confermavano lo status di Paese del Terzo mondo. Ma quando entrambe hanno iniziato a sperimentare una forte e rapida crescita economica, il loro atteggiamento è cambiato di pari passo con i rispettivi PIL. Nel complesso, le tendenze stanno andando nella giusta direzione. Con una cooperazione fondata sul commercio energetico, i progressi sono stati costanti, omogenei e significativi. Ma India e America Latina non devono compiacersi dei risultati conseguiti finora. Le prospettive del loro rapporto devono ancora realizzarsi pienamente: quanto compiuto finora è soltanto un assaggio delle possibilità che si profilano, soprattutto sul fronte energetico. È bene che i leader di entrambe le regioni sviluppino una visione per il futuro, approfittando delle opportunità create da quelle realtà geopolitiche che possono far evolvere e crescere ulteriormente le loro relazioni. Sfruttando queste opportunità, insieme allo slancio di crescita e allo sbocciare dei primi progressi nei loro rapporti, India e America Latina possono costruire una partnership energetica e commerciale forte e sostenibile, avviando una nuova era di cooperazione.