L'energia che attraversa il Nord

L'energia che attraversa il Nord

Lello Stelletti
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Nel Baltico si definiscono le strategie per diversificare le forniture di gas rispetto alla dipendenza dalla Russia, come il nuovo gasdotto che collegherà, entro il 2022, la Norvegia a Danimarca, Svezia e Polonia

Lo scorso 9 giugno Danimarca e Polonia hanno siglato un memorandum d’intesa sulle forniture di gas dal Mare del Nord attraverso il progetto del gasdotto Baltic Pipe. A sottoscrivere l’intesa sono stati i premier dei due paesi, il danese Lars Lokke Rasmussen e la polacca Beata Szydlo, in visita a Copenhagen. La Szydlo ha dichiarato che il Baltic Pipe è un progetto chiave per la sicurezza energetica del suo paese. Secondo la società polacca Gaz-System – operatore del terminal Gnl di Swinoujscie, nella regione nord-occidentale del paese – il Baltic Pipe potrebbe essere operativo nell’ottobre del 2022 e dovrebbe avere una capacità di 10 miliardi di metri cubi. Secondo il viceministro degli Esteri polacco, Konrad Szymanski, il Baltic Pipe potrebbe rappresentare una nuova "finestra sul mondo del gas" per la Polonia. La pipeline potrebbe infatti garantire “forniture di gas diversificate, in particolare gas non di provenienza russa”, al mercato interno, ancora troppo dipendente dalle forniture di Mosca.

Un'alternativa possibile al Nord Stream 2

In precedenza Szymanski, aveva dichiarato che la Polonia e la Danimarca si aspettano una presa di posizione chiara dalla Commissione europea in merito al Nord Stream 2. Secondo Szymanski, la premier polacca Szydlo e l’omologo danese Rasmussen da tempo intrattengono dei costanti colloqui sulla questione del gasdotto. Polonia e Danimarca, oltre alla Norvegia, sostengono un progetto, per certi versi, alternativo al Nord Stream 2, appunto il Baltic Pipe, che dovrebbe collegare i tre paesi attraverso una condotta sottomarina entro il 2022, anno in cui scadrà il contratto di fornitura del gas fra la Polonia e il colosso energetico russo Gazprom. D’altronde, come ha dichiarato il ministro dell’Economia marittima polacco Marek Grobarczyk, Varsavia vuole impedire lo sviluppo del Nord Stream 2, il progetto teso a raddoppiare il gasdotto tra Russia e Germania. Parlando all’emittente radiofonica pubblica polacca, Grobarczyk ha affermato che il gasdotto tedesco-russo contraddice il principio secondo cui ciò che non è vantaggioso per tutti i paesi dell'Unione europea, non può essere utile per un singolo paese. La Polonia è stata sin dalle prime battute uno dei principali oppositori del progetto del gasdotto, che prevede di aggirare l'Europa centrale e orientale fornendo il gas russo direttamente alla Germania.

A Varsavia le forniture di Doha e Washington

Già in due occasioni si è cercato di collegare i depositi norvegesi con il sistema di distribuzione polacco, nel 2001 e nel 2007, ma in entrambi i casi i negoziati sono falliti, a causa delle preoccupazioni di Varsavia in merito ai costi del gas norvegese. L'azienda polacca Pgnig, che gestisce tutte le attività di sfruttamento di gas e petrolio, ed è attore del progetto, attualmente opera in Norvegia estraendo circa mezzo miliardo di metri cubi di gas. Scopo dell'azienda è raggiungere una quota pari a 2-2,5 miliardi di metri cubi entro il 2022 e favorire la politica di diversificazione delle fonti energetiche avviata dalla Polonia. Nel tentativo di ridurre la dipendenza dal gas russo, la Polonia ha iniziato nel 2015 ad importare Gnl dal Qatar, e all'inizio di questa settimana ha ricevuto la sua prima fornitura di gas dagli Stati Uniti.