Trudeau: coniugare sviluppo e tutela ambientale si può

Trudeau: coniugare sviluppo e tutela ambientale si può

Rita Lofano
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L'importanza della tutela ambientale e della tecnologia, l'introduzione di una carbon tax per il Canada e gli investimenti sui progetti energetici, sono stati il fulcro dell'intervento del premier Justin Trudeau che ha spopolato al CeraWeek

Coniugare sviluppo delle risorse energetiche con la tutela dell'ambiente ''si puo' e di deve''. Così il premier canadese, Justin Trudeau sul palco del CeraWeek dove è stato accolto come una rock star. "Nel 21esimo secolo i canadesi non possono accettare di dover scegliere tra un pianeta pulito e lo sviluppo ed un'economia forte", ha sottolineato il primo ministro di Ottawa, indicando come il Canada stia continuando ad estrarre petrolio e gas, a costruire pipeline ma riducendo le emissioni inquinanti e sviluppando energia verde. "Nessun Paese che scopre 173 miliardi di barili di petrolio li lascia sotto terra. Le risorse saranno sviluppate'', ha assicurato. Ma ''arriverà un giorno, lontano ma inevitabile, quando le fonti tradizionali di energia non saranno più necessarie - ha avvertito - e per prepararci a quel giorno abbiamo due importanti responsabilità: tutelare il nostro pianeta fino ad allora, per passarlo ai nostri figli migliore di come lo abbiamo trovato, e sorpassare in curva sull'innovazione. In Canada lo stiamo facendo''.

Carbon tax e pipeline ''mano nella mano''

Le società canadesi, ha osservato Trudeau, sono leader nella cattura e sequestro di carbonio, nella produzione di biocarburanti di nuova generazione, di batterie per le auto elettriche e in processi di estrazione dalle sabbie bituminose più puliti. E' come quando si va "in campeggio e si accende il fuoco prima che faccia buio: ciò non vuol dire che siamo contro la luce del sole. Con l'energia è un po' la stessa cosa. Il fatto di innovare, perseguire le rinnovabili, non è in alcun modo in concorrenza con le fonti più tradizionali di energia. E' senso comune. E' un modo saggio di prepararsi al futuro". Nel 2016 Trudeau ha introdotto una carbon tax che, a partire dal prossimo anno, sarà pari ad 8 dollari per ogni tonnellata di carbonio emessa e che salirà a 40 dollari dal 2022. Entro il 2030 saranno inoltre bandite le centrali elettriche a carbone. ''Allo stesso tempo siamo pronti ad avviare 3 nuovi progetti di pipeline che contribuiranno a collegare il petrolio del Canada con i mercati dell'energia del mondo'', ha sottolineato. Si tratta della Trans Mountain di Kinder Morgan, dall'Alberta verso il Pacifico, del Keystone XL, dall'Alberta al Texas e dell'Enbridge Line 3. "Questi ambiziosi progetti faranno una lunga strada per garantire la sicurezza energetica del Nord America per molti anni a venire'', ha affermato.  Per le sue politiche, il CeraWeek di Ihs Markit, ha tributato a Trudeau il 'Global Energy and Environment Leadership Award' che gli è stato consegnato dal maestro di cerimonie ed ideatore della conferenza, Daniel Yergin.

L'importanza delle risorse canadesi

"Per l'economia statunitense nulla è più essenziale di una sicura ed affidabile fornitura di energia", ha avvertito Trudeau. Il Canada possiede la terza riserva di petrolio più grande del mondo e rappresenta oltre il 40% dell'import americano di greggio. "Vi riforniamo di elettricità e uranio più di ogni altro Paese", ha detto riferendosi agli USA. Quella tra USA e Canada "è la relazione economica più di successo a livello mondiale che sostiene milioni di posti di lavoro per la classe media in entrambi i Paesi", ha insistito, "ed è strategica oltre che economica". Lo scorso anno il commercio canadese con il solo stato del Texas, ha ricordato Trudeau, valeva 35,1 miliardi di dollari. Le esportazioni dallo stato delle stella solitaria verso il Canada sono ammontate a circa 20 miliardi di dollari nel 2016 mentre l'export dal Canada è stato pari a 15 miliardi. "Ciò si traduce in migliaia di buoni posti di lavoro in Texas, cari amici, 460.000, non male", ha dichiarato, inviando così un messaggio indiretto a Trump. "Siamo il cliente numero uno di due terzi degli stati americani - ha rincarato - e tra i primi tre clienti di 48 stati".

La battuta su Trump

"Siamo canadesi, andiamo d'accordo con tutti". Cosi' ha risposto il premier canadese, Justin Trudeau interpellato sul suo incontro con il presidente americano Donald Trump che lo ha ricevuto alla Casa Bianca lo scorso 13 febbraio.