Usa traineranno la crescita di petrolio nei prossimi 5 anni

Usa traineranno la crescita di petrolio nei prossimi 5 anni

Rita Lofano
Condividi
Gli Stati Uniti, secondo la Iea, diventeranno un esportatore netto di petrolio nel 2021, con l'export di greggio e derivati che supererà l'import verso la fine del 2024, superando la Russia ed avvicinandosi all'Arabia Saudita. La seconda giornata della maxi conferenza di Houston

Saranno gli Stati Uniti a trainare la crescita della produzione globale di petrolio e gas fino al 2014. Lo prevede l'Agenzia internazionale per l'Energia (Iea) nel rapporto annuale diffuso in occasione della CERAweek Ihs Markit, la conferenza del leader del mondo dell'energia riuniti a Houston, in Texas. Gli Usa, secondo la Iea, diventeranno un esportatore netto di petrolio nel 2021, con l'export di greggio e derivati che supererà l'import verso la fine del 2024, arrivando a 9 milioni di barili al giorno, superando la Russia ed avvicinandosi all'Arabia Saudita. La Iea e stima un aumento della domanda globale di petrolio a 106,4 milioni di barili al giorno nel 2024 da 99,2 milioni di barili nel 2018. Si tratta di una crescita media di 1,2 milioni di barili al giorno di domanda che per il 44% arriverà da Cina e India. Numeri che fanno seguito ad una crescita record di 2,2 mb/d nel 2018. Un aumento produttivo di rilievo è atteso anche   tra gli altri produttori non Opec, tra cui Brasile, Norvegia e Guyana.

Arriva la seconda rivoluzione dello shale

"La seconda ondata della rivoluzione dello shale americano (petrolio e gas contenuto in rocce scistose) sta arrivando", ha avvertito il direttore esecutivo della Iea Fatih Birol. "Vedremo - ha aggiunto - come gli Usa rappresenteranno il 70% dell'aumento della produzione di petrolio e il 75% di espansione nel commercio" e dunque di Gas naturale liquefatto (Gnl) nei prossimi 5 anni. Gli Usa sono diventati il primo paese esportatore in meno di 10 anni grazie alla capacità dell'industria shale "di rispondere velocemente all'andamento dei prezzi aumentando la produzione", si legge nel rapporto.

Il capo dell'Epa, energia Usa "è più pulita" di quella russa

Andrew Wheeler, l'amministratore dell'Epa, l'agenzia federale statunitense per la protezione ambientale, esorta l'Europa e il mondo a comprare petrolio, gas e carbone dagli Stati Uniti "perché più puliti". Wheeler ha sostenuto che la regolamentazione americana sulla tutela ambientale nella produzione di energia è più stringente rispetto a quella degli altri paesi. "Quello che gli Usa offrono al mondo in termini di energia sono carburanti fossili estratti in maniera più consapevole dal punto di vista ambientale rispetto al resto del mondo". Se "l'Europa intende comprare gas naturale sul mercato sappia che noi produciamo il mostro in modo più pulito rispetto a quando non faccia ad esempio la Russia", ha rimarcato, incalzato sull'urgenza di fronteggiare il cambiamento climatico. Il neo nominato capo dell'Epa, con un passato da lobbista per compagnie del settore energetico, compresa un'azienda del carbone, ha sfruttato il palco della CERAWeek per stigmatizzare il 'Green New Deal' lanciato dai democratici Usa in Congresso, volto a spingere l'acceleratore sulle energie verdi. "Ci sono poche voci ma molto rumorose che chiedono di smantellare la produzione americana di carburanti fossili ma questo non sarebbe solo pericoloso per la sicurezza energetica e l'economia nazionale: sarebbe devastante per la salute pubblica qui e all'estero", ha attaccato Wheeler, ammettendo che la questione ambientale sia politicizzata ma solo perché l'amministrazione di Donald Trump, ha detto, "sta facendo molte cose buone per l'ambiente".  Tra le ultime proposte in ordine di tempo della Casa Bianca di Trump, la costruzione di centrali elettriche alimentate a carbone di nuova generazione e l'apertura delle aree protette alle esplorazioni di petrolio e gas.

I cinesi puntano alla cooperazione

Nel settore del petrolio e del gas ci sono ampi margini di cooperazione tra Usa e Cina. Lo ha sottolineato Hou Qijun, vice general manager della compagnia Cnpc (China National Petroleum Corporation), mentre Washington e Pechino tentano un accordo per risolvere la guerra dei dazi che ha portato ad una drastica riduzione dell'import cinese di Gnl (Gas naturale liquefatto) prodotto in Usa. Secondo il manager di Cnpc, la domanda di gas cinese continuerà a crescere ad un tasso dell'8%.