Babcock Ranch, una città "solare"

Babcock Ranch, una città "solare"

Arianna Pescini
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Nasce negli USA il primo centro urbano alimentato interamente dal fotovoltaico. I primi appartamenti saranno pronti la prossima primavera, in un progetto spartiacque di un futuro rivolto alle energie pulite per il quale le aziende americane vogliono essere protagoniste

Si scrive città solare ma si legge Babcock Ranch. È l’emblema degli investimenti in energia solare da parte degli Stati Uniti, e sarà realtà già all’inizio del 2017. Situata a 20 km dalla città di Fort Myers, in Florida, Babcock Ranch diventerà il primo centro abitato interamente alimentato da pannelli fotovoltaici, grazie ad un impianto da 74,5 MW che verrà integrato, in caso di mancanza di sole, da un sistema a gas naturale tra i più "puliti" al mondo. Il progetto è stato avviato una decina di anni fa con l’acquisto, da parte del magnate Syd Kitson, di quasi 50.000 ettari di terreno nella contea di Charlotte County, 250 km a nord ovest di Miami. Secondo gli analisti, l’imprenditore avrebbe speso 500 milioni di dollari. 30.000 ettari sono stati rivenduti allo Stato della Florida, che ne ha fatto una riserva naturale; altri 18.000 stanno ospitando invece i cantieri di quella che sarà un’oasi ecologica e sostenibile per 50.000 abitanti.

A misura d'uomo e di ambiente

#BabcockRanch diventerà il primo centro abitato interamente alimentato da pannelli #fotovoltaici, grazie ad un impianto da 74,5 MW

A Babcock Ranch verranno costruiti, entro il 2026, 700 condomini e più di 900 case indipendenti, circondate da immense aree verdi, laghetti, fontane, viali alberati. I primi 1100 appartamenti, i cui costi oscillano tra i 200 e i 900.000 dollari, saranno consegnati all’inizio del 2017, e in tre anni sorgeranno 42 campi sportivi e 1500 camere d’hotel. Tutto è stato studiato per essere "human-friendly", con spazi dedicati alla socializzazione e l’assenza di barriere o recinzioni, e soprattutto green: i pochi mezzi di trasporto (rigorosamente elettrici o ibridi), le infinite piste ciclabili e pedonali (50 miglia), l’illuminazione delle strade, che sarà affidata a pannelli a batteria ricaricati durante la giornata; e ancora l’impianto di recupero delle acque bianche, derivanti da docce e lavandini, per l’irrigazione di parchi e giardini. Ogni proprietario potrà decidere se installare dei pannelli solari sul tetto, e vendere l’energia in eccesso attraverso una smart grid. La sfida è quella di creare energia pulita anche oltre i consumi necessari: "Il sistema ‘utility-scale’ è molto importante, sia in termini di affidabilità che di economicità," spiega Lisa Hall che cura le relazioni esterne della compagnia "Kitson & Partners", leader del progetto, "in questo modo avremo un consumo netto di energia nullo per tutti quelli che abiteranno a Babcock Ranch, senza costi aggiuntivi. Ogni edificio rispetterà gli standard di efficienza energetica, e i cittadini pagheranno molto meno, in confronto alle tariffe medie delle case costruite in maniera tradizionale". La new town sembra quindi in grado di svilupparsi bypassando i problemi che finora hanno limitato la diffusione del solare: «Stiamo eliminando le barriere economiche che rendevano gli impianti poco accessibili – continua Hall – è questo il punto di svolta. Un’altra difficoltà del settore è quella dello stoccaggio delle risorse. Babcock Ranch potrebbe essere un "laboratorio in diretta" per quelle imprese che stanno cercando di sviluppare sistemi di immagazzinamento dell’energia, per utilizzarla quando il sole tramonta». L’azienda "Florida Power and Light", oltre a quello della "città solare", ha installato altri due impianti da 75 MW nel sudest, per un totale di un milione di pannelli fotovoltaici.

A Babcock Ranch verranno costruiti, entro il 2026, 700 condomini e più di 900 case indipendenti, circondate da immense aree verdi, laghetti, fontane, viali alberati.

Un settore in espansione

Solo in Florida sono più di 430 le compagnie che si occupano di solare; nei prossimi cinque anni verranno collocati altri 2315 MW di potenza, che faranno balzare lo Stato al nono posto a livello nazionale per produzione di energia solare. Ma il trend positivo si registra in tutti gli Stati Uniti: secondo i dati della SEIA ("Solar Energy Industries Association"), nel 2015 sono stati installati 31,6 GW, cui saranno aggiunti a fine 2016 quasi 14 GW. Sempre nel 2015 le entrate nel settore hanno toccato i 22 miliardi di dollari; l’indice di occupazione in questo ambito ha sorpassato per la prima volta quello nel settore gas-petrolifero, così come il numero di progetti e start up avviate. Nei primi sei mesi dell’anno in corso, è stato attivato un impianto ogni 82 secondi. Un risultato che è merito anche di due fattori fondamentali: l’abbattimento dei costi (il prezzo di un pannello solare è passato da 4,00$ a 0,65$ a watt in otto anni) e gli incentivi federali, che grazie al credito di imposta consentono di scaricare dalle tasse il 30% della spesa. Il risparmio in termini ambientali è stato finora notevole: 37 milioni di tonnellate di CO2 in meno, il che equivale a togliere dalle strade 7,8 milioni di veicoli e a piantare ben 956 milioni di alberi. I numeri della SEIA e la realtà di Babcock Ranch fanno ben sperare per quella che potrebbe essere una rivoluzione nei campi delle industrie dell’elettricità e delle energie rinnovabili: "Auspichiamo che nel prossimo futuro sorgano altre città solari," conclude Hall, "quando abbiamo cominciato a parlare del progetto, quasi dieci anni fa, i problemi da affrontare erano certamente maggiori. La tecnologia e il mercato vanno avanti, oggi le centrali a pannelli o a sistema CSP sono molto più competitive con gli impianti a combustibili fossili, più efficienti ed economiche".