La diversità della Cina
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Il Paese non si stia avviando a ripetere i decenni perduti nella stagnazione dal Giappone. Dopo la crisi finanziaria del 2008, la Cina ha accelerato il suo riequilibrio economico spostandosi verso beni e servizi di consumo interno

L’alto tasso di risparmio, l’intenzione della leadership di Pechino di moderare la sovrapproduzione di alcuni settori, lo sviluppo verosimile di servizi e aree metropolitane rendono credibile che la Cina non si stia avviando a ripetere i decenni perduti nella stagnazione dal Giappone. Già nei mesi scorsi analisti come Stephen S. Roach spiegavano l’evoluzione della crescita in Cina, scrivendo: “Il destino del Giappone è stato segnato dalla riluttanza a rinunciare a un modello di crescita disfunzionale. Mentre l’impegno della Cina in un riequilibrio strutturale è appunto quanto la distingue dal Giappone”. Il debito non finanziario della Cina certo è passato dal 150% del Pil nel 2008 al 255% di oggi, con i due terzi della crescita concentrata nel settore delle imprese, in gran parte imprese di proprietà statale. Tuttavia, in una nazione con un risparmio superiore al 40% del Pil, un simile aumento si ridimensiona. Il rapporto del debito del Giappone rispetto al Pil risulta di circa 140 punti percentuali superiore a quello cinese. E il Giappone, con un tasso di risparmio al 24% del Pil e in possesso del suo debito pubblico, resta inoltre non vulnerabile alle fughe di capitali degli investitori stranieri. Il che per logica dovrebbe allora valere tanto più per la Cina dotata di un tasso di risparmio doppio di quello giapponese dal 2007. Inoltre a ritmare il decennio perduto giapponese sono state le aziende moribonde, tenute in vita dal credito bancario con un accumulo di sofferenze, eluse dall’ipocrisia a riguardo della leadership giapponese. Quella cinese non ha invece rimosso il problema, anzi cerca di moderare gli eccessi produttivi.

La crescita sostenuta delle province cinesi

La #Cina ha accelerato il suo riequilibrio economico spostandosi dalla #crescita delle esportazioni, verso il consumo interno

E del resto anche gli ultimi dati confermano l’ottimismo: se la ricca provincia di Shanxi e alcune province del nord-est patiscono ancora gli effetti della recessione, le province del sud-ovest, Chongqing e Guizhou sperimentano una crescita sostenuta e l’industria pesante di Tianjin, Shandong, Jiangsu risulta in piena espansione. Dopo la crisi finanziaria del 2008, la Cina ha accelerato il suo riequilibrio economico spostandosi dalla crescita delle esportazioni, verso beni e servizi di consumo interno. E proprio i settori dell’ICT, dei trasporti, e di finanza, assicurazioni, educazione e assistenza sanitaria, dei settori negli anni scorsi con una bassa produttività del lavoro stanno recuperano margini di produttività più velocemente degli altri. Inoltre la crescita dei servizi in Cina per soddisfare la domanda interna non scoraggia gli investimenti di capitale. Anzi ha effetti virtuosi anche in termini d’investimenti di capitale in infrastrutture e attrezzature. Come viene spiegato in un paper di Jong-Wha Lee e Warwick J. McKibbin, la crescita di produttività del settore terziario in Asia “ha effetti benefici in tutti i settori, infine, e contribuisce alla crescita sostenuta ed equilibrata delle economie asiatiche”. Esaminando le tendenze di sviluppo economico in Corea del Sud, gli autori addirittura stimano che il valore medio aggiunto per addetto nel settore dei trasporti, immobiliare, e ICT sia là oggi superiore alla media nel settore manifatturiero, e trovano conferma di dinamiche simili negli Stati Uniti, in Giappone e anche in Cina. Perciò un rapido sviluppo di un’economia di servizi potrebbe invertire il rallentamento della crescita iniziato nel 2008. Ma perché ciò accada dovrebbe accelerarsi il tasso di urbanizzazione cinese, in ritardo, dopo anni di crescita trainata dalle esportazioni. L’espansione delle aree metropolitane, e quindi la loro crescita tirata dai servizi, potrebbe garantire il salto dell’economia cinese verso alti livelli di reddito procapite.

Un rapido sviluppo di un'economia di servizi potrebbe invertire il rallentamento della crescita iniziato nel 2008. Perché ciò accada dovrebbe accelerarsi il tasso di urbanizzazione cinese, dopo anni di crescita trainata dalle esportazioni

Sono soprattutto i settori dell'ICT, dei trasporti, e di finanza, assicurazioni, educazione e assistenza sanitaria – ossia i settori che negli anni scorsi hanno registrato una bassa produttività del lavoro – a recuperare sempre di più margini di produttività più velocemente degli altri.

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