L'Africa e la sfida del sole

L'Africa e la sfida del sole

Arianna Pescini
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Entro il 2030 nel Continente verranno raggiunti i 610 Gw di potenza solare, che sarà utilizzata soprattutto per produrre energia elettrica, la cui domanda è destinata a triplicare nei prossimi 15 anni. I dati dell'Irena commentati da Dolf Gielen, direttore del Centro di Innovazione e Tecnologia

Energia solare e sviluppo. L’Africa ha lanciato ufficialmente la sfida per trasformare la ricchezza naturale del sole in un’occasione per migliorare l’economia e la vita di milioni di persone. I dati relativi al 2015 parlano chiaro: il continente è tra le aree che più hanno incrementato gli investimenti nel settore dell’energia solare e termica; in particolare, Marocco e Sudafrica sono entrate nella top 5 della produzione mondiale di CSP, ovvero la capacità di concentrazione della potenza solare (attraverso specchi e lenti speciali).

Una capacità solare che potrebbe portare migliaia di GW al continente

Secondo alcuni studi sulle rinnovabili in Africa dell’International Renewable Energy Agency (Irena), la capacità energetica solare nel continente è passata in meno di 10 anni da 62 a 2094 megawatt (Mw), e la produzione è balzata da soli 84 gigawatt (Gw) nel 2006 a 1974 nel 2015, per un volume d’affari che nel 2014 ha raggiunto i 1019 milioni di dollari: "Negli ultimi anni abbiamo osservato una crescita nell’utilizzo della capacità solare ed eolica", spiega Dolf Gielen, direttore del Centro di Innovazione e Tecnologia di Irean. "con quasi 2 Gw di solare fotovoltaico installato alla fine del 2015. Le proiezioni indicano che per il 2030 in Africa avremo un incremento di 70 Gw di questa forma energetica, mentre i sistemi CSP produrranno altri 40 Gw". Nello specifico, come conferma anche il network "Ren21", il settore del fotovoltaico e dei sistemi a pannelli solari ha fruttato (dati dello scorso anno) 1732 Gw di energia derivante dal sole e circa 300 milioni di dollari di guadagno. Tra le nazioni più virtuose, spiccano il Sudafrica (che ha raddoppiato la sua capacità produttiva, da 16 a 1272 Mw), gli Stati del Maghreb (l’Algeria è passata da 2 a 299 Mw) ma anche altre realtà come Rwanda, Ghana, Kenya, Namibia e la piccola Reunion: "Sempre più Paesi africani stanno puntando sul solare", continua Gielen, "oltre ai leader come Marocco, Sudafrica e Isole del sud, si stanno muovendo velocemente anche Nigeria ed Egitto. Il progetto del parco solare in Zambia, sostenuto tra gli altri dalla Banca Mondiale, è inoltre la dimostrazione di come sia possibile creare un business competitivo nel campo del fotovoltaico, con i costi dell’impianto fissati a soli 6 centesimi di dollaro per Kwh".

Gli obiettivi al 2030 e le realtà di oggi. In Nigeria un parco solare esteso quando Rabat

Tenendo conto che le spese di produzione in media continueranno a scendere (arriveranno nel 2025 a 0,79 dollari per watt), i progetti, in essere o futuri, di impianti solari e centrali termiche sono oltre 300, per un investimento che arriverà ai 45 miliardi di dollari. L’accordo più recente riguarda la Nigeria: il governo dello Stato di Sokoto ha affidato ad una società cinese, la "Kunming Engineering", la costruzione di una centrale elettrica solare da 100 Mw. Un’incredibile distesa di pannelli solari occupa invece parte del deserto del Sahara in Marocco, nei pressi della città di Ouarzazate. È solo l’inizio di un gigantesco progetto di parco solare che, entro il 2018, diventerà il più grande del mondo (sarà esteso quanto la capitale Rabat), con una capacità di 580 Mw e la possibilità di fornire energia elettrica a più di un milione di persone. L’impianto di Ouarzazate costerà complessivamente 9 miliardi di dollari e farà risparmiare al Marocco centinaia di migliaia di tonnellate di emissioni di Co2 all’anno. Le centrali solari che stanno fiorendo in Africa utilizzano tecnologie all’avanguardia: in Sudafrica, Paese tra i più attivi nel settore, la compagnia svedese "Ripasso Energy" ha installato dei particolari specchi parabolici termodinamici, molto più efficienti delle classiche lastre, che seguono letteralmente il sole. Nella "fattoria" solare in Rwanda, i 28.360 pannelli installati ad est della capitale Kigali si inclinano a seconda del movimento dell’astro, regolati a distanza dai computer. Quello del Rwanda è un impianto da 8,5 Mw, che entro il 2017 fornirà energia elettrica a metà della popolazione.

Gli infiniti utilizzi del solare: gli impianti small-scale in Tanzania, Mali e Marocco

La relativa facilità di produzione e utilizzo delle centrali solari ha portato alla nascita anche di sistemi su piccola scala, ad hoc per le popolazioni locali, per esempio in Tanzania, Mali e ancora in Marocco, dove oltre 3600 villaggi sono riforniti di corrente elettrica attraverso mini sistemi a pannelli. Il mercato dell’energia solare può rivelarsi prezioso per il futuro dell’Africa, anche perché nel 2030 nel continente saranno necessari 610 Gw di potenza, che servirà a scopo industriale, per desalinizzare l’acqua e soprattutto per produrre energia elettrica, la cui domanda è destinata a triplicare nei prossimi 15 anni: "La popolazione africana sta crescendo rapidamente", sottolinea Gielen, "e oltre 600 milioni di persone ancora non hanno accesso all’elettricità. Per loro e per le comunità rurali, il solare rappresenta la via più conveniente per arrivare ai servizi energetici. I benefici sono immensi: esso può aiutare a ridurre la povertà, creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo, migliorare l’assistenza sanitaria. L’energia elettrica permette ai ragazzi di studiare la sera, e consente di navigare in Internet, usare i frigoriferi, avere illuminazione nelle strade. Il tutto senza utilizzare cherosene o diesel". E ricaricare i telefoni cellulari senza camminare per ore alla ricerca di una presa di corrente, come ancora accade in moltissimi villaggi. L’eliotermico e le altre rinnovabili costituiscono quindi un’opportunità irrinunciabile. L’obiettivo per l’Africa è chiaro: entro il 2040 almeno 1/4 di tutta l’elettricità arriverà da energie pulite.