Qatar, tra isolamento e diplomazia
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I provvedimenti adottati contro Doha da alcuni Paesi arabi, accolti favorevolmente anche dal presidente Trump, potrebbero mettere in seria difficoltà il Paese del Golfo, verso il quale potrebbero venire in soccorso gli "alleati" turchi e iraniani.

Bahrain, Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno interrotto le relazioni diplomatiche con il vicino Qatar. L’accusa contro il Paese del Golfo è di sostenere il terrorismo jihadista. La decisione potrebbe avere, come effetto immediato, l'isolamento del Paese. Le principali linee aeree dei Paesi che hanno adottato questi provvedimenti, a cui si sono aggiunti Yemen e Maldive, non voleranno più verso Doha. Le sedi diplomatiche qatariote sono in procinto di essere chiuse. Sono state definitivamente oscurate le trasmissioni e chiusi gli uffici della tv del Qatar al-Jazeera. Tranne l’Egitto, gli altri Paesi hanno anche annunciato l’espulsione dei cittadini del Qatar presenti sui loro territori nazionali. Tuttavia, fino a questo momento e nonostante la crisi diplomatica, il gasdotto sottomarino Dolphin, che collega il Qatar con Abu Dhabi e l'Oman, è ancora operativo. Questi provvedimenti sono arrivati in un contesto politico di grande instabilità in seguito agli attentati terroristici che hanno colpito il vicino Iran e ai provvedimenti protezionistici adottati da alcuni Paesi della regione in materia di importazione di gas, incluso l'Egitto.

Le reazioni Usa e il sostegno turco al Qatar

La decisione così netta di isolare il Paese del Golfo è arrivata in seguito ai gravi attentati di Londra per i quali, alla vigilia del voto in Gran Bretagna, hanno perso la vita otto persone. Ai provvedimenti hanno fatto seguito i gravi attacchi che hanno colpito la capitale iraniana. Il Parlamento iraniano (Majlis) e il mausoleo dell'Imam Khomeini sono stati oggetto di un duplice attentato suicida, costato la vita a 13 persone e rivendicato dal sedicente Stato islamico (Isis). Questi provvedimenti discriminatori nei confronti del Qatar hanno poi ottenuto il plauso del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo Trump, il provvedimento potrebbe segnare l' "inizio della fine del terrorismo internazionale". Tuttavia, il leader repubblicano aveva indicato proprio il Qatar come uno degli alleati degli USA durante la visita a Riad dello scorso maggio. In quell'occasione gli Stati Uniti hanno siglato accordi che prevedono la fornitura di armi all'Arabia Saudita per un valore di 110 miliardi di dollari. In seguito al provvedimento, che ha come scopo quello di isolare le autorità del Qatar, il parlamento turco ha approvato un disegno di legge che consente di dispiegare le proprie truppe nella base turca in costruzione in Qatar. Secondo la stampa locale, l'iniziativa servirebbe a sostenere il Paese che «sta fronteggiando un isolamento economico e commerciale da parte di alcune delle più grandi potenze mediorientali». La base militare turca in Qatar è stata annunciata nel 2016 e, secondo gli accordi firmati con Doha, dovrebbe ospitare 600 militari.

Il Cairo tenta di fermare le importazioni di gas

Al centro di questi provvedimenti contro il Qatar, fortemente voluti da Egitto e Arabia Saudita, c'è anche il tentativo di colpire definitivamente gli interessi finanziari, politici, mediatici e strategici dei Fratelli musulmani nel Paese del Golfo, organizzazione che guidava le opposizioni politiche in Egitto e Siria, e i cui sostenitori sono ora in fuga dopo il consolidamento delle presidenze di Bashar al-Assad e Abdel Fattah el-Sisi. Proprio in queste settimane le autorità egiziane stanno discutendo con gli storici fornitori di gas del Paese di fermare le importazioni già stabilite per il 2018, come conseguenza dell'aumento della produzione interna. Il tentativo delle autorità locali è quello di perseguire l'auto-sufficienza energetica entro il 2018. L'Agenzia nazionale per l'importazione del gas (EGAS) ha confermato le notizie di stampa, insieme al ministro per il Petrolio, Tarek el-Molla. Sin dalla metà del 2014, l'Egitto ha contato per l'86% sulla crescita delle forniture di gas tra i nuovi Paesi con alti consumi di gas. La produzione locale nel settore dovrebbe aumentare di un terzo entro il 2020, raggiungendo i 452 milioni di tonnellate. Già quest'anno, EGAS ha cancellato dieci consegne. Le autorità egiziane potrebbero voler tagliare drasticamente le importazioni ma non è ancora chiaro fino a che punto questi provvedimenti siano sostenibili per l'economia locale.

L'aggravante dell'instabilità politica

La decisione di isolare il Qatar, da parte di Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain potrebbe avere effetti significativi di natura politica ed economica nei confronti del Paese. Turchia e Iran potrebbero però giungere in soccorso del loro alleato nella regione per evitare il tracollo finanziario e assicurare i beni di prima necessità in caso di bando completo nei confronti del Paese del Golfo. Questa decisione, che avrebbe come scopo di fermare il terrorismo internazionale, è arrivata in un contesto di grave instabilità politica, inclusi gli attentati, rivendicati da Isis, che hanno colpito per la prima volta la capitale iraniana, e mentre le autorità egiziane cercano di ottenere il massimo possibile dall'incremento della produzione interna di gas, programmando di fermare le importazioni da parte dei tradizionali fornitori entro il 2018.