Opec, la partita a scacchi tra Riyad e Teheran

Opec, la partita a scacchi tra Riyad e Teheran

Giuseppe Acconcia | Giornalista specializzato in Medio Oriente
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Dopo 8 anni di negoziati, per la prima volta Arabia Saudita e Iran si sono trovati d'accordo ad Algeri sul taglio della produzione. Bisogna capire che effetto avrà sui prezzi del petrolio e sulle aspirazioni iraniane

Lo scorso 28 settembre, per la prima volta dopo otto anni di negoziati, è stato raggiunto un accordo preliminare in sede Opec per la riduzione delle quote di produzione da 33,2 milioni di barili al mese a 32,5 milioni di barili. L’intesa finale dovrebbe essere formalizzata il prossimo 30 novembre in occasione della riunione dei 14 Paesi produttori dell’Opec in programma a Vienna. Non è ancora chiaro fino a che punto questo taglio dei livelli di produzione, inferiore all’1% della produzione globale e arrivato dopo mesi di accese discussioni tra i maggiori Paesi produttori, in particolare tra Iran ed Arabia Saudita, avrà effetti sui prezzi del petrolio. Tuttavia, in pochi giorni dall’annuncio dell’intesa, i prezzi del greggio sono già tornati a salire superando i 50 dollari al barile.
Le autorità iraniane, nonostante l’ormai consolidato calo dei prezzi, hanno tentato di ritardare il più possibile una decisione in questo senso. Lo scopo di Teheran è stato fin qui di tornare il più possibile vicino ai livelli di produzione pre-sanzioni internazionali (2003) prima di dare il proprio assenso a qualsiasi diminuzione della produzione. Nei prossimi mesi proseguiranno gli incontri tecnici tra delegati sauditi e iraniani per fissare il tetto alla produzione di Teheran. Tutto questo in un contesto in cui entrambi i Paesi sono impegnati in conflitti regionali per procura in Yemen e Siria, mentre gli Stati Uniti tardano a cancellare le sanzioni imposte alle banche iraniane.

Un tetto alla produzione petrolifera iraniana

La riunione #Opec di Vienna sancirà un primo taglio dei livelli di #produzione del #petrolio a livello globale

Dopo mesi di negoziati, Teheran si è detta favorevole all’accordo di Algeri. Il ministro iraniano del Petrolio, Bijan Zanganeh, ha confermato che l’Iran non può che vedere con favore un accordo formale per il congelamento della produzione di petrolio. Secondo alcuni analisti, le autorità iraniane hanno dato il loro disco verde ad un primo taglio della produzione, come auspicato dai sauditi, solo perché questo non implicherebbe necessariamente un ridimensionamento della capacità produttiva di Teheran. In altre parole, l’Iran potrebbe anche perseguire i suoi obiettivi di aumento della produzione nel mercato petrolifero interno perché altri Paesi, in particolare Nigeria e Venezuela, vedono continuamente ridursi i loro livelli di produzione. Il tetto massimo a cui potrebbe aspirare il Paese, secondo gli analisti locali, è di 4,2 milioni di barili al giorno (circa il 13% della produzione Opec): un livello produttivo molto alto tenendo in considerazione la qualità ancora migliorabile della tecnologia iraniana in ambito petrolifero e la solo parziale cancellazione delle sanzioni internazionali contro Teheran. Per questo, alcuni analisti, citati dal Financial Times, si sono detti scettici della capacità iraniana di aumentare la produzione in tempi brevi anche solo fino ai 3,9 milioni di barili al giorno.
Da parte sua, l’Arabia Saudita, alla vigilia del meeting di Algeri, aveva fatto trapelare l’intenzione di voler sì puntare sui tagli alla produzione lasciando però invariata la stima degli attuali 3,6 milioni di barili al giorno di petrolio iraniano. In seguito, si è parlato di un aumento a 3,7 milioni di barili al giorno per Teheran, considerato da Riyad il livello massimo a cui potrebbe aspirare l’Iran sulla carta.

L'intesa finale dovrebbe essere formalizzata il prossimo 30 novembre in occasione della riunione dei 14 Paesi produttori dell'Opec in programma a Vienna

La nuova pagina per l'economia iraniana

La decisione arriva in un contesto incoraggiante per l’economia iraniana. Secondo il ministero del Petrolio iraniano, il livello di produzione di petrolio previsto per il 2016 è di 3,8 milioni di barili al giorno, quindi molto vicino al livello precedente alle sanzioni, pari a 4,2 milioni di barili al giorno, quando l’Iran era il secondo Paese produttore di petrolio in ambito Opec.
Non solo, sono numerosi i contratti nel settore siglati negli ultimi mesi. L’ultimo in ordine di tempo riguarda la compagnia Setad che ha siglato un accordo pari a 2,5 miliardi di dollari per lo sviluppo dei pozzi di petrolio di Yaran. Dal canto suo, il gruppo automobilistico francese Psa e la società iraniana Saipa hanno firmato un accordo per la produzione in joint venture di automobili Citroen nell'impianto di Kashan, con un investimento pari a 300 milioni di euro. Infine, l'Iran sarà il Paese ospite alla Fiera di Roma dal 22 al 26 novembre prossimi. Italia, Germania e Francia sono i tre Paesi europei, che per primi hanno scongelato miliardi iraniani fermi nelle banche locali, in corsa per ottenere il primato negli scambi bilaterali con l’Iran, in seguito alla cancellazione delle sanzioni, stabilita nel gennaio 2016, dopo l’accordo sul nucleare firmato a Vienna nel luglio 2015. La riunione Opec di Vienna sancirà un primo taglio dei livelli di produzione del petrolio a livello globale. Tuttavia, una diminuzione di 700 mila barili al giorno potrebbe non avere effetti di lungo periodo significativi sui prezzi del petrolio. Sarà invece favorevole per le autorità iraniane, durante le riunioni tecniche, un accordo che preveda un tetto alla produzione del petrolio di Teheran il più vicino possibile ai 4 milioni di barili al giorno (produzione pre-sanzioni). Tutto questo in un contesto di ripresa economica che favorisce gli investimenti esteri in Iran, nonostante le tensioni sulla gestione delle principali crisi regionali proprio con l’Arabia Saudita, il Paese che più ha puntato, anche per limitare le aspirazioni iraniane in seguito alla fine delle sanzioni, su una riduzione della produzione petrolifera in sede Opec.

La decisione arriva in un contesto incoraggiante per l'economia iraniana. Il livello di produzione di petrolio previsto per il 2016 è di 3,8 milioni di barili al giorno