Oil 10, intervista a Rex Tillerson

Oil 10, intervista a Rex Tillerson

Rita Kirby
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Nell'articolo pubblicato nel giugno 2010, dal titolo "Autonomia energetica: una chimera per gli USA", l'allora CEO di ExxonMobil Rex Tillerson, oggi Segretario di Stato americano, sosteneva che gli Stati Uniti avrebbero dovuto continuare a beneficiare delle risorse prodotte dai Paesi vicini come il Messico e il Canada. L'Amministrazione dovrebbe garantire alle imprese una concorrenza leale e politiche stabili

Leggi l'intervista di Oil 10.

Garantire sicurezza energetica incoraggiando gli investimenti ed evitando politiche che possano tradursi in un eccessivo aumento dei prezzi del petrolio, cioè a dire in una minaccia per la fragile ripresa dell’economia globale. È il messaggio lanciato all’amministrazione USA da Rex Tillerson, il numero uno di ExxonMobil, la più grossa compagnia petrolifera americana per capitalizzazione di mercato, in occasione di un incontro organizzato dal World Affairs Council di Houston che gli ha consegnato il premio “Jesse H. and Mary Gibbs Jones - International Citizen of the Year”.

La vera questione dunque non è l'indipendenza energetica ma la sicurezza energetica?

Non vedo perché gli USA non debbano beneficiare delle risorse energetiche di paesi come il Canada, il Messico e molti altri. È assurdo puntare all’indipendenza energetica, non è realistico. Il modo migliore per sostenere l’economia, da parte di chi governa, dovrebbe essere quello di garantire una concorrenza leale e delle politiche stabili affinché le imprese possano pianificare investimenti di lungo periodo.

A che livello i prezzi del petrolio rischiano di avere un impatto negativo sulla ripresa dell'economia globale?

È difficile dire a quale livello di prezzo si verifica un effetto di frenata sulla crescita, ma abbiamo visto che se la benzina arriva a tre dollari al gallone, la gente comincia a cambiare abitudini utilizzando meno l’auto. Se arriva a costare quattro dollari allora si può verificare un effetto deterrente sulla ripresa. Non siamo ancora completamente fuori dall’ultima recessione economica e quindi mi preoccupa il fatto che i prezzi dell’energia possano diventare un fattore di freno. I prezzi della benzina hanno cominciato a incidere negativamente sulla domanda di carburanti quando hanno raggiunto quota 3-3,5 dollari al gallone. Se si va oltre questa soglia, l’impatto può diventare permanente in termini di calo della domanda.

Rex Tillerson

Rex Tillerson

Uomo d'affari e diplomatico, Rex Wayne Tillerson è il 69mo Segretario di Stato americano, incarico che ricopre dal momento della sua conferma, il 1° febbraio 2017. Nato a Wichita Falls, in Texas, Tillerson ha conseguito la laurea in Ingegneria civile presso la University of Texas di Austin e, nel 1975, è entrato a far parte di Exxon Company USA in qualità di ingegnere di produzione. Dopo la nomina, nell'agosto del 2001, a Vice Presidente Senior, è stato eletto, nel marzo del 2004, Presidente di ExxonMobil e membro del Consiglio d'Amministrazione, assumendo poi, dal 1° gennaio 2006, la posizione di CEO della stessa società, ruolo che ha mantenuto fino alla nomina a capo della diplomazia statunitense.

Teme che con un aumento delle tasse e delle royalty la produzione di petrolio, soprattutto nel deepwater, possa diventare economicamente insostenibile?

Mi preoccupano alcune decisioni politiche che vengono prese in questo Paese perché potrebbero far lievitare i costi dell’energia, abbassando i guadagni delle compagnie, che a loro volta ridurrebbero gli investimenti. Chi governa dovrebbe rendersi conto di quanto sia incredibilmente ampia la capacità di estrazione che opera con margini minimi. Occorre un maggiore accesso alle aree offshore, soprattutto nelle zone ricche di gas non convenzionale come le montagne rocciose in Colorado e Utah. Sulle questioni energetiche l’amministrazione Obama ha fatto dei passi avanti, ma occorre un approccio regolatorio meno precauzionale e più basato sul rapporto di costo-beneficio.

La preoccupa l'indagine avviata dell'Epa, l'agenzia USA per la sicurezza dell'ambiente, sullo shale gas?

Ben venga ogni indagine governativa sulla sicurezza delle tecniche di estrazione dello shale gas: non abbiamo nulla da temere. Sono sessanta anni che viene utilizzata la fratturazione idraulica. Si tratta di un meccanismo molto ben conosciuto che comporta dei rischi molto bassi. Ben venga questa nuova indagine: è la terza e non è stata rilevata alcuna forma d’inquinamento delle acque. Non consideriamo l’indagine come un pericolo per lo sviluppo di queste enormi riserve.

ExxonMobil parteciperà alla nuova asta di assegnazione delle licenze per lo sviluppo di giacimenti di petrolio e gas in Iraq?

Decideremo dopo aver valutato termini e condizioni.