La salvaguardia delle foreste? Una nostra priorità

La salvaguardia delle foreste? Una nostra priorità

Simona Manna
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Parla il ministro del Petrolio e dell'Energia del Senegal, Mouhamadou Makhtar Cisse. Contrastare l'impiego del carbone e del legno come fonti di energia è al centro dei nostri sforzi. Per questo lavoriamo non solo a livello macro per migliorare la copertura della rete ma abbiamo anche sviluppato programmi per sostenere l'energia pulita per la cucina e per l'illuminazione tramite il biogas

Il Senegal è un paese in corsa, pronto a far diventare realtà le sue sfide. È tra i pochi paesi africani - insieme a Mozambico, Tanzania, Egitto, Mauritania e Sud Africa - in cui si è registrato, in totale, il 40% delle scoperte globali di gas tra il 2011 e il 2018, come riporta la IEA nel suo ultimo outlook dedicato all’Africa. Nonostante le ingenti riserve di petrolio e gas, Dakar punta anche a rendere le rinnovabili parte consistente del mix energetico, con l’obiettivo di raggiungere il 30 percento entro il 2030. Il Senegal è inoltre uno dei paesi che, grazie alle politiche attuate, è arrivato a garantire l’accesso all’energia al 70 percento della popolazione e vuole arrivare al 100 percento entro il 2025. In tutto questo, tra le priorità non mancano le foreste, una risorsa fondamentale per il Paese. Lo assicura il ministro del Petrolio e dell’Energia, Mouhamadou Makhtar Cisse, in prima linea anche su questo tema: “Ci impegniamo a fondo nella protezione delle nostre risorse forestali e di tutte le risorse naturali in generale”.

Mouhamadou Makhtar Cisse

Mouhamadou Makhtar Cisse

Mouhamadou Makhtar Cisse è ministro del Petrolio e dell'Energia del Senegal dal 2019. Precedentemente è stato ministro del Bilancio. Ha ricoperto, in passato, il ruolo di CEO di Senelec, la compagnia elettrica nazionale del Senegal.

Il Senegal prevede che tutti i suoi progetti offshore diventino operativi tra il 2022 e il 2026. Alla luce di questo, dunque, cosa dobbiamo attenderci per i prossimi anni?

Innanzitutto continueremo a effettuare attività di esplorazione. Solo una settimana fa (5 novembre 2019, ndr) a Città del Capo abbiamo lanciato una procedura internazionale per la concessione di licenze per dodici nuovi blocchi, che saranno assegnati tramite gare d’appalto. Quello che succederà nei prossimi anni dipenderà in gran parte dalle nuove scoperte, che ci auguriamo di realizzare tramite questo procedimento di assegnazione. Quel che è certo è che la prima produzione di gas è prevista per il 2022, mentre per altri giacimenti dovremo attendere il 2023, 2024, 2025, 2026 come ha giustamente sottolineato. Si tratta di un processo di sfruttamento a lungo termine, sui 25-30 anni, dobbiamo quindi agire in maniera intelligente. Avremo la possibilità di fare previsioni sulle risorse e di migliorarci, anche per quanto riguarda i risultati relativi ad altri progetti in corso.

 

Stando al Fondo Monetario Internazionale, in Senegal sono state stimate riserve da oltre 1 miliardo di barili di petrolio e 40 mila miliardi di piedi cubi di gas. Si tratta di riserve notevoli…

Sì, abbiamo ingenti riserve, ma ciò non deve portarci a distogliere l’attenzione dalla questione dell’esaurimento delle risorse. Non possiamo continuare a vivere in un mondo caratterizzato da uno sviluppo esponenziale. A fronte dei cambiamenti climatici, la strada giusta da intraprendere è quella delle energie rinnovabili. Anche se l’Africa deve pensare in primis al suo sviluppo economico, questa questione riguarda tutti e il Senegal vuole essere un leader in materia di rinnovabili e aumentarne la quota nel suo mix energetico. Pertanto, malgrado le ingenti riserve di gas e petrolio del paese e le nuove scoperte, continuiamo ad approfondire la nostra politica di diversificazione della produzione di energia. Il nostro obiettivo è raggiungere il 30 percento di rinnovabili nel mix energetico entro il 2030. E oggi siamo già al 20 percento.

 

A parte le energie rinnovabili, ci sono altri obiettivi o misure che avete adottato, sempre nell’ottica di una maggiore sostenibilità nel settore energetico?

Io credo che sia necessario continuare a investire nelle nuove tecnologie e monitorare il sistema. L’introduzione delle energie rinnovabili consente agli utenti di risparmiare e il ricorso alle nuove tecnologie è dunque fondamentale. Per questo in Senegal abbiamo lanciato innovazioni tecnologiche che ci permetteranno di garantire l’accesso universale all’elettricità. Lo faremo sfruttando tutte le tecnologie – grid, off-grid, mini-grid – ma anche tramite i kit fotovoltaici che saranno distribuiti nelle zone rurali, ovvero laddove occorre compiere i maggiori sforzi per raggiungere l’elettrificazione universale entro il 2025.

 

Il mix energetico del Senegal mostra una quota elevata di biomassa nell’approvvigionamento di energia primaria, e sappiamo che l’uso di biomassa ha forti ripercussioni sulle foreste. Il ministero dell’Energia ha varato misure per garantire la tutela delle foreste? In che modo state tentando di risolvere il problema?

Ci impegniamo a fondo nella protezione delle nostre risorse forestali e di tutte le risorse naturali in generale. A soli sei mesi dalla sua rielezione, il Presidente della Repubblica senegalese ha lanciato un’iniziativa ambiziosa, una delle più importanti mai viste finora, il cui obiettivo è quello di creare un “Senegal verde”. A tal fine, il capo di stato ha appena istituito un’agenzia per la riforestazione. Contrastare l’impiego del carbone e del legno come fonti di energia è al centro dei nostri sforzi. Per questo lavoriamo non solo a livello macro per migliorare la copertura della rete elettrica del nostro paese tramite le diverse tecnologie già menzionate (grid, off-grid, mini-grid e kit fotovoltaici da distribuire nelle zone rurali), ma abbiamo anche sviluppato programmi di installazione e disseminazione di biodigestori nell’ambito del Programme National de Biogaz (PNB). Questi impianti consentono di sviluppare concimi organici per fertilizzare il suolo a partire da risorse di base, aumentando il rendimento agricolo delle popolazioni rurali e fornendo loro al contempo un’energia pulita per la cucina e per l’illuminazione tramite il biogas. Si tratta di programmi di grandissima importanza. La salvaguardia delle foreste è una priorità per il governo senegalese.