Un futuro sempre più prossimo

Un futuro sempre più prossimo

Giancarlo Strocchia Strocchia
Condividi
Intervista al Ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie dell'Egitto, Tarek El Molla. Grazie alle grandi scoperte di gas nel Mediterraneo e ad un vasto piano di ammodernamento infrastrutturale, l'Egitto vede concretizzarsi l'opportunità di diventare hub energetico regionale e l'obiettivo di raggiungere l'autosufficienza nel 2018

Leggi WE 36

 

Cordialità e fermezza. Negli occhi e nelle parole di Tarek El-Molla, ministro egiziano del Petrolio e delle Risorse Minerarie, si coglie tutta la volontà di sfruttare fino in fondo, oggi e nei prossimi anni, le opportunità che il settore energetico nazionale, grazie anche alle cospicue scoperte di gas fatte nella parte di Mediterraneo orientale che bagna le coste a Nord del Paese, può presentare. Le ambizioni sono molte ma sostenute da mezzi e progetti precisi e innovativi. Non solo. Il recente raddoppio del Canale di Suez ha rappresentato per Il Cairo un ulteriore trampolino di lancio per proiettare il Paese verso un futuro di crescita, ricercato e necessario. Uno sviluppo di cui El-Molla è consapevole, e che intende promuovere con tutti i mezzi energetici a sua disposizione.

Tarek El-Molla

Tarek El-Molla

È ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie dell'Egitto dal 19 settembre 2015, quando il suo predecessore, Sherif Ismail, è stato nominato primo ministro. Precedentemente ha lavorato per la Chevron, di cui è stato direttore regionale per le aree del Centro e del Sud Africa, e per l'Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC), per cui ha ricoperto la carica di Presidente.

Ministro, quali sono le principali sfide che il suo Paese si prepara ad affrontare nel corso dei prossimi dieci anni da un punto di vista energetico?

Il mio Paese ha già intrapreso una strategia di cambiamento del settore energetico, avviata nel 2013, e che mira a colmare il divario tra la nostra produzione, il consumo di energia e la domanda a livello locale. Questa strategia viene attuata mediante diversi interventi al fine di accelerare lo sviluppo dei progetti in corso. In secondo luogo, il nostro obiettivo rimane quello di aumentare il numero di gare di offerta che abbiamo a disposizione in modo da essere presenti tutto l’anno nell’agenda dei progetti di esplorazione globale e concludere un numero importante di accordi e contratti di concessione. Allo stesso tempo, vogliamo adottare anche un piano per migliorare il nostro sistema di raffinazione, con interventi di espansione e modernizzazione di alcuni impianti. Come detto, si tratta di un progetto che è già in stato di avanzamento, così che a breve saremo nelle condizioni di affrontare le sfide che si potranno presentare in futuro: tassi di cambio, fluttuazioni dei prezzi, oppure un aumento dei consumi e della domanda. Quindi, avendo a disposizione una adeguata produzione a livello locale, unita all’aggiornamento strutturale del sistema di raffinazione e alla riforma che il governo sta portando avanti, abbiamo previsto un periodo di transizione che, a partire dall’anno 2014, proseguirà per altri cinque anni, al fine di razionalizzare le sovvenzioni per migliorare la catena di valore del prodotto. Tutto ciò porterà a un livello di maggiore efficienza, e pertanto saremo pronti, grazie alla strategia che stiamo adottando, ad affrontare l’ambizioso piano che abbiamo intrapreso.

Quale importanza ha il settore energetico per i vostri progetti futuri mirati al rilancio economico del Paese?

Il settore energetico rappresenta sicuramente un elemento chiave, in grado di promuovere la realizzazione di importanti progetti per la nostra economia. L’ energia è un fattore di sviluppo importante per qualsiasi nazione, anzi si può dire che rappresenti il motore della crescita per tutti i Paesi e le economie del mondo. Ciò su cui noi puntiamo è lo sviluppo dalle nostre scoperte nel campo del gas e l’accelerazione dei progetti relativi a questa risorsa. Stiamo lavorando sodo per colmare il divario tra consumo e produzione, gap a causa del quale attualmente importiamo LNG. Raggiungeremo l’autosufficienza energetica entro la fine del 2018, obiettivo che ci consentirà di rifornire la produzione di energia per tutti i settori strategici del Paese. Riusciamo già a soddisfare le richieste dell’industria. In futuro, saremo in grado di rispondere a tutte le necessità interne e commerciali. Allo stesso tempo, se si presenterà un’eccedenza di produzione, penseremo a due aspetti in parallelo. Da un lato, daremo la precedenza ai nostri impegni riguardo alle esportazioni e agli obblighi contrattuali che dobbiamo rispettare. D’altro canto, cercheremo di utilizzare quest’eccedenza per offrire un’ulteriore spinta all’industrializzazione e al settore della trasformazione. In particolare, stiamo parlando dell’ambito petrochimico. Procederemo inoltre all’ampliamento e alla modernizzazione del nostro sistema di raffinazione, che ci permetterà di ottenere alcuni prodotti in linea con gli standard più avanzati, fino a Euro 5, in modo da poterli esportare. La posizione che vorremmo raggiungere è quella di hub energetico regionale, non solo per il gas, ma anche per il greggio e per i prodotti petroliferi. L’Egitto gode di una collocazione geografica privilegiata, tra il Mediterraneo e il Mar Rosso. Abbiamo gli oleodotti, grazie ai quali riceviamo già tutto il greggio arabo proveniente dai Paesi del Golfo, e il canale di Suez. Attraverso questi asset potremo raggiungere quell’interazione globale che un hub deve offrire, sia che si tratti di commerciare o di stoccare l’energia, oppure di consumarla a livello locale. La stessa situazione si profila per il settore dell’energia elettrica. Saremo collegati a livello regionale con il Nord Africa e il Medio oriente e con i Paesi arabi limitrofi. Inoltre pensiamo di connetterci all’Europa tramite un collegamento sottomarino attraverso Cipro, così da ottenere il ruolo a cui aspiriamo.

Le recenti scoperte di giacimenti di gas al largo della costa dell'Egitto fanno supporre un grande sviluppo di tale risorsa nei prossimi anni, permettendo così all'Egitto di tornare ad essere un esportatore netto di gas. È questo quello che auspicate?

Per quanto riguarda le scoperte di gas più recenti e le modalità con cui vogliamo tornare ad essere esportatori netti di gas, devo risponderle con un “ni”. Senza dubbio in futuro saremo nella posizione di ottenere l’autosufficienza energetica; grazie al lavoro fatto insieme ai nostri partner strategici, come Eni o BP, siamo stati in grado di scoprire i giaciment supergiant di Zohr e Nooros. Con l’attuazione della prima fase dei progetti per la messa in produzione di questi giacimenti, nel 2017/2018, la produzione nazionale totale di gas è destinata a superare i 5,5 miliardi di piedi cubi al giorno. Dunque, otterremo l’autosufficienza e diventeremo un Paese esportatore; tuttavia, non è questo quello che speriamo. Ciò che vorremmo sviluppare attraverso l’eccedenza di gas sono settori a valore aggiunto come quello relativo ai prodotti petrolchimici e alla trasformazione. Quindi, in sostanza, stiamo lavorando parallelamente allo sviluppo della nostra strategia di industrializzazione e alla modernizzazione del settore petrochimico.

La grande e rivoluzionaria scoperta del giacimento di Zohr ha aperto un nuovo capitolo per il suo Paese e per lo sviluppo energetico dell'intero bacino del Mediterraneo. Stiamo assistendo a una nuova era energetica per l'intera regione?

All’interno del Mediterraneo l’Egitto gode di un’eccellente posizione geografica. Abbiamo il Canale di Suez, e anche altre importanti infrastrutture, come gli impianti di LNG a Damietta e Port Said, le raffinerie sulle coste, l’oleodotto Sumed che va dal Golfo di Suez al largo di Alessandria, una rete nazionale di gas e, ovviamente, le nostre risorse naturali. Stiamo espandendo le nostre raffinerie, di cui stiamo aumentando la capacità. Il complesso di questi fattori, oltre alla collaborazione avviata con i Paesi del Mediterraneo orientale, sicuramente porterà a sviluppare un hub regionale per la produzione e l’esportazione di gas. In realtà, stiamo lavorando allo sviluppo di un quadro legislativo per muoverci in questa direzione, sia per quanto riguarda l’ente regolatore del mercato del gas sia in campo legislativo per gli investimenti che il governo dovrebbe approvare presto. Inoltre, lavoriamo attraverso il Comitato Supremo per dare una percezione esecutiva a questo ambizioso progetto, in collaborazione con i relativi Ministeri ed Enti di Stato, al fine di avviarne il processo di attuazione. Penso che stiamo procedendo nella giusta direzione e posso dire che non lavoreremo da soli. Con i Paesi vicini ci completiamo vicendevolmente. Abbiamo a disposizione un grande mercato, ma anche impianti e infrastrutture. E siamo pronti a cooperare con il settore privato.

La scoperta del giacimento di Zohr ha rappresentato un campo di prova anche per l'utilizzo di tecnologie di esplorazione nuove e sempre più avanzate. Ritiene che sia giusto procedere nella direzione della condivisione delle tecnologie a livello regionale?

La scoperta del giacimento di Zohr ha dimostrato come l’adozione di nuovi modelli per l’esplorazione possa condurre a risultati eccezionali. Considerando le tecnologie all’avanguardia e gli approcci operativi utilizzati per questo successo nel campo dell’esplorazione, tale scoperta assume un valore ancora maggiore dal momento che è stata fatta in Egitto. Penso quindi che il potenziale energetico della regione e del bacino del Mediterraneo sia stato in qualche modo liberato, e nello stesso tempo ritengo che possano essere proprio le nuove tecnologie a fare la differenza e permettere che tali risorse si trasformino in risultati concreti. Prova ne è l’annuncio di nuovi round di offerte da parte di tutti i Paesi vicini. Questa è un’epoca di nuove tecnologie e di nuovi modelli di esplorazione.

Quali collaborazioni avete avviato con Eni e come prevede possano continuare tali collaborazioni in futuro?

La nostra collaborazione con Eni è iniziata molti anni fa. La compagnia è un nostro partner strategico dal 1954, quindi è con noi in Egitto da più di 60 anni. Eni sta lavorando in tutte le aree più importanti del Paese, nel Deserto Occidentale, nel Deserto Orientale, nel Sinai, nel Golfo di Suez, nell’offshore. La compagnia ha un’ottima comprensione del contesto, dell’ambiente operativo e dei modelli di business egiziani. Credo sinceramente che tutto questo continuerà ancora per molti anni. Noi siamo davvero felici e orgogliosi di questa partnership e speriamo di svilupparla ulteriormente in tutti i settori, dall’upstream al downstream, e anche nel midstream.

Il fondo arabo per lo sviluppo economico e sociale metterà a disposizione circa 80-85 milioni di dollari per la ricostruzione di un impianto fotovoltaico nel governatorato egiziano di Assuan. Quanto è importante per il mix energetico del suo Paese lo sviluppo di risorse alternative?

Si tratta di un aspetto al quale stiamo dedicando davvero grande attenzione. L’utilizzo dei combustibili fossili come fonte di energia primaria non è sostenibile. Pertanto, insieme ai nostri colleghi del Ministero dell’energia e delle risorse rinnovabili, abbiamo adottato una strategia per il 2035, con la quale puntiamo a incrementare la componente rinnovabile del mix energetico dal suo attuale livello (che è del 9 percento) fino al 30 percento entro il 2035. E così facendo ci muoveremo verso l’introduzione e l’espansione delle altre risorse rinnovabili, come l’eolico e il solare. Questo ci aiuterà a ottenere il mix energetico di cui il Paese ha bisogno e anche a diminuire la quantità di carburanti impiegata per la produzione di energia. Si tratta quindi di un intervento positivo per tutti. Dobbiamo lavorare sodo e stiamo davvero adottando e attuando alcune delle politiche approvate dal governo, e il Ministero dell’energia e delle risorse rinnovabili sta realmente implementando alcune politiche per incoraggiare gli investimenti nelle risorse rinnovabili. Allo stesso tempo, abbiamo dei piani per la produzione di energia a ciclo combinato, piuttosto che semplici piani a ciclo aperto, in modo da migliorarne l’efficienza. Lavoriamo tutti a questa strategia energetica molto complessa già approvata dal Consiglio Supremo dell’Energia pochi mesi fa.