Il centro energetico del Sudamerica

Il centro energetico del Sudamerica

Fabio Squillante
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Intervista a Guadalupe Palomeque de la Cruz, viceministro degli Esteri. La Bolivia, per il presidente Evo Morales, diventerà un Paese che punta non solo sull'esportazione di gas, ma anche sullo sviluppo di energie alternative

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La Bolivia, anche grazie alle notevoli esportazioni di gas naturale, è un Paese dalle grandi possibilità economiche, che gode di invidiabili tassi di crescita. Il presidente, Evo Morales, in carica ormai da oltre dieci anni, intende fare del Paese il “centro energetico” dell’America Latina, puntando su nuovi settori, come quelli delle fonti energetiche alternative e delle reti infrastrutturali. È quanto afferma Guadalupe Palomeque de la Cruz, viceministro degli Esteri boliviano, ricordando che nel 2016 l’economia del Paese è cresciuta del 5 percento, mentre quest’anno è già vicina al 4,5 percento. Il governo de La Paz sta lavorando, inoltre, a nuovi piani infrastrutturali, per rafforzare i collegamenti interni del Paese, come quello del treno “dei due oceani”: un mastodontico progetto per la realizzazione di una linea ferroviaria lunga quattromila chilometri, che dovrebbe condurre dal porto di Ilo, in Perù, sull’Oceano Pacifico, a quello di Santos, in Brasile, sull’Oceano Atlantico, attraversando appunto il territorio boliviano. Un progetto che vede la Germania in primo piano, come paese finanziatore.

Quali sono i piani del governo de La Paz per lo sviluppo dell'economia nazionale?

Dal 2006 lo Stato plurinazionale della Bolivia, come si chiama il Paese dal 2009, è guidato dal presidente Evo Morales, e in questi anni ha raggiunto importanti traguardi. L’economia boliviana occupa orgogliosamente il primo posto in Sudamerica per crescita, e sta ancora crescendo. Nel 2016 la nostra economia è cresciuta più del 5 percento e quest’anno siamo già vicini al 4,5 percento. Non si tratta però solo di cifre. Le politiche pubbliche sviluppate negli ultimi anni hanno permesso di ottenere risultati concreti, grazie ad una grande riduzione della povertà estrema, una migliore distribuzione della ricchezza e un maggiore sviluppo non solo dell’asse centrale del Paese, ma in tutti i nove dipartimenti. Negli ultimi anni si è lavorato per migliorare i collegamenti territoriali interni attraverso le infrastrutture stradali. Recentemente abbiamo promosso quello che probabilmente è il maggior progetto infrastrutturale del Sudamerica: il cosiddetto “treno bi-oceanico”, una linea ferrata lunga quattromila chilometri che dovrà collegare il porto di Ilo, in Perù, sull’Oceano Pacifico, al porto di Santos, in Brasile, sull’Oceano Atlantico, attraversando il territorio del nostro Paese.

Guadalupe Palomeque de la Cruz

Guadalupe Palomeque de la Cruz

Viceministro degli Esteri, Bolivia

È stata ambasciatore in Corea del Sud e Direttore generale delle Relazioni bilaterali del Ministero degli Affari Esteri della Bolivia. Si è battuta per le rivendicazioni marittime, la depenalizzazione della coca e l'integrazione multilaterale. Avvocato, il viceministro si è specializzata in Commercio internazionale e Scienze dello sviluppo. Diplomatica con 26 anni d'esperienza presso l'Accademia diplomatica boliviana, ha lavorato presso le rappresentanze del suo paese in Messico, Brasile e Svizzera.

Qual è il ruolo dell'industria energetica nello sviluppo economico della Bolivia?

Per quanto riguarda lo sviluppo del settore dell’energia, il nostro obiettivo è diventare il centro energetico del Sudamerica. Stiamo lavorando per questo, non solo nel settore per cui il Paese è già noto, ovvero l’esportazione di gas, ma anche nello sviluppo di energie alternative, con l’appoggio di altri Paesi. Tra i progetti più importanti ricordo quello di Bulo Bulo, in corso di sviluppo nella regione di Cochabamba, per la produzione di fertilizzanti – urea e ammoniaca – mediante l’uso di gas naturale. Il progetto viene sviluppato insieme alla sudcoreana Samsung, ed è teso all’esportazione della produzione verso i Paesi della regione.

Con quali Paesi collaborate maggiormente, oltre alla Corea del Sud?

Nel settore energetico c’è un’ampia cooperazione non solo con i Paesi della regione sudamericana, ma anche con quelli asiatici ed europei. Uno di essi è l’Italia, e del resto la diversificazione delle imprese italiane in Bolivia è ampia. Le imprese italiane operano in molti settori della nostra economia.

È prevista l'esplorazione e lo sviluppo di nuovi giacimenti nel Paese?

La Bolivia ha un territorio vastissimo, oltre un milione di chilometri quadrati. C’è ancora molto da esplorare. Questo significa che l’impresa statale boliviana, Yacimientos petrolíferos fiscales bolivianos (Ypfb), è aperta a maggiori investimenti. Come dice il presidente Evo Morales, cerchiamo nuovi partner e siamo aperti alla collaborazione.