Un inedito ruolo per Atene

Un inedito ruolo per Atene

Kostas Psomiadis
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Per Panos Skourletis, ministro dell'Ambiente e dell'Energia, il Paese "ambisce a presentarsi come ponte energetico che unisce Israele e Cipro con l'Europa". Il governo di Tsipras sta conducendo i necessari negoziati per costruire relazioni e accordi funzionali alla realizzazione del progetto

La Grecia, come l’Italia e Cipro, occupa una posizione geograficamente propizia a candidarsi quale territorio di passaggio delle più importanti infrastrutture che dovrebbero rivoluzionare radicalmente l’assetto energetico dell’area del Mediterraneo Orientale, favorendo la tanto sospirata diversificazione delle vie di approvvigionamento del gas e del petrolio, promossa anche dalla Commissione europea attraverso il progetto dell’East Mediterranean gas hub. Una prospettiva che sta molto a cuore ad Atene, visto che dall’auspicato sfruttamento economico di queste risorse potrebbe arrivare finalmente quella boccata d’ossigeno capace di risollevare un’economia soffocata da una crisi economica che ha messo a rischio non solo le sorti interne del Paese ma l’intera Unione europea.
Per questo il governo di Tsipras sta conducendo i necessari negoziati finalizzati a costruire quella rete di relazioni e accordi funzionali alla realizzazione dei primi concreti passi in avanti per l’intero progetto. La conferma giunge direttamente dal Ministro greco dell’Ambiente e dell’Energia Panos Skourletis, artefice di una strategia di dialogo costruttivo anche con la sponda più orientale del bacino del Levante, dove il principale interlocutore potrebbe essere proprio Gerusalemme.

Cosa ci guadagna la Grecia dalla collaborazione trilaterale con Cipro e Israele?

La cooperazione tra i 3 Paesi costituisce una scelta strategica di grande importanza per noi. Si è messo in moto un processo che porterà alla definizione di un nuovo panorama energetico nella regione, foriero di molteplici benefici. La Grecia ambisce a presentarsi come ponte energetico che unisce Israele e Cipro con l’Europa. Si tratta di un’iniziativa che sostiene il più generale sforzo di trasformare il nostro Paese in hub energetico. Ovviamente, contribuisce nella maniera migliore anche alla questione della sicurezza energetica dell’Unione Europea, differenziando le fonti energetiche e anche le vie di accesso. Una commissione trilaterale specifica per le questioni dell’energia sta studiando le prossime mosse. Al primo posto, il tema del trasporto del gas da Israele e da Cipro verso la Grecia, attraverso la costruzione del gasdotto EastMed oppure in un’altra maniera utile, come potrebbe essere attraverso la trasformazione in GNL. Ad uno stadio di maggiore avanzamento si trova il progetto per la connessione delle reti elettriche dei 3 Paesi attraverso il cavo EuroAsia Interconnector. Resto convinto che la cooperazione tra i nostri Paesi avrà un effetto di massimizzazione degli sforzi compiuti sinora.

Panos Skourletis

Panos Skourletis

l ministro dell'ambiente e dell'energia su decisione presa dal primo Mministro Alexis Tsipras il 23 settembre 2015. In precedenza è stato nominato Mministro del Lavoro, della Previdenza Sociale e della Solidarietà Sociale, ministro della Ricostruzione di produzione. È stato il portavoce di Syriza da ottobre 2009 a gennaio 2015.

Questa collaborazione comprende anche l'Egitto. Prevedete di definire la Zona Economica Esclusiva (Zee) con questo paese in tempi brevi?

Recentemente si è svolto un incontro trilaterale al vertice tra la Grecia, Cipro e l’Egitto. Durante questo appuntamento è stata confermata la nostra cooperazione con l’Egitto in molti campi. Una collaborazione in costante intensificazione, con una chiara impronta economica ma che non nasconde l’intento di voler contribuire alla stabilità e alla pacificazione di tutta l’area. In questo clima, stiamo discutendo a livello politico con l’Egitto, ma portiamo anche avanti il lavoro di commissioni tecniche, in modo da definire le nostre rispettive zone marittime, sulla base del diritto internazionale.

Anche la definizione della Zona Economica Esclusiva con Cipro rimane ancora in sospeso. Il suo governo intende prendere iniziative in questo senso?

I colloqui con la Repubblica di Cipro per definire la reciproca Zona Economica Esclusiva proseguono da tempo e ora ci troviamo in una fase avanzata. Ritengo scontata la volontà del governo greco di segnare dei progressi nel processo di definizione delle zone marittime, sempre sotto la guida del diritto internazionale. È su questa base che viene affrontata ogni questione di definizione della Zee.

Ci sarà un nuovo concorso per i permessi di esplorazione nei blocchi dello Ionio? Per quale motivo questa procedura appare così lenta?

L’ultimo concorso riguardava 20 blocchi marittimi nello Ionio e a sud di Creta. È stato tolto il sigillo alle offerte, che ora sono sotto l’esame della Commissione di Valutazione. Questo è il punto in cui siamo e sinceramente non credo che ci sia stato alcun ritardo. Al contrario, ritengo che ci stiamo muovendo con ritmi molto più veloci rispetto agli anni passati.

Vorrei una sua valutazione sul Tap. Cosa rappresenta per la Grecia? Ci conferma che le opere per la costruzione del tratto greco cominceranno questa estate? E quando prevede che siano completate?

Si tratta di un’opera di rilevanza strategica che contribuisce all’affermazione della Grecia come hub energetico. Parallelamente, dà una risposta positiva alle questioni riguardanti la sicurezza energetica dell’Ue. Ma si tratta anche di un’attività d’investimento che manda in ogni direzione un chiaro messaggio: che in Grecia gli investimenti di reciproco interesse hanno un presente e anche un futuro.
Ovviamente, si produrranno benefici immediati legati alle migliaia di posti di lavoro che creerà la costruzione del condotto e i contratti che saranno conclusi con imprese greche. Infine, il progetto Tap rafforza di fatto il nostro obiettivo di incrementare l’uso del metano in Grecia e di rendere i prezzi ancora migliori per chi già lo usa. Ci attendiamo che i lavori inizino tra poche settimane, in primavera. La stessa società si è posta l’obiettivo di concluderli entro 3 anni e mezzo.

Il progetto del Turkish Stream è definitivamente accantonato oppure ci sono ancora speranze?

Il progetto di un Gasdotto Europeo Meridionale per portare il gas russo in Europa attraverso la Grecia è una risposta a specifiche esigenze energetiche che tuttora permangono. È vero che il progetto di tracciato attraverso la Turchia subisce le conseguenze create dallo stato dei rapporti tra la Mosca e Ankara. In ogni caso, il progetto non è stato comunque del tutto abbandonato. La Grecia è disponibile e pronta a contribuire nella creazione di un percorso alternativo per il trasporto del gas russo in Europa, nell’ambito della politica comunitaria di differenziare i percorsi e le fonti energetiche. Auspico che anche la parte italiana possa avere un approccio simile.

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