La nostra strategia? Portare il gas all'Europa

La nostra strategia? Portare il gas all'Europa

Simona Manna
Condividi
L'obiettivo è quello di creare un corridoio di esportazione dell'oro blu verso l'Unione europea. Fondamentale, in questa prospettiva, sarà l'alleanza trilaterale con Israele e Grecia, non solo energetica ma anche politica


Leggi Oil 31

 

Dopo essere uscita dalla dura crisi economica, scoppiata 3 anni fa, Cipro marcia spedita verso il suo obiettivo: avere un ruolo da protagonista nella collaborazione energetica tra i Paesi dell’area, primi fra tutti Israele, Egitto e Grecia. Ma l’ambizione dell’isola è anche politica e diplomatica, come spiega il Presidente della Repubblica di Cipro, Nicos Anastasiades, in questa intervista esclusiva per Oil.

Circa 2 anni fa ebbe inizio il test di produzione presso il giacimento di Afrodite nel blocco 12. Un evento che all'epoca venne definito "molto simbolico" dal ministro per l'Energia, Giorgos Lakkotrypis. Cos'è successo da allora nel bacino di Levante?

Dal test di produzione presso il giacimento Afrodite, l’attività di esplorazione nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) di Cipro è continuata in tutti i 5 blocchi in licenza. Nel giugno 2015, il contractor del blocco 12 ha presentato un Piano di sviluppo del giacimento e di produzione, un evento di fondamentale importanza ai fini dello sfruttamento di Afrodite. Inoltre, un’importante pietra miliare è stata segnata dall’annuncio di Eni, lo scorso agosto, riguardo la scoperta del giacimento di gas di classe mondiale Zohr al largo dell’Egitto, poiché conferma l’enorme potenziale di gas della regione del Mediterraneo orientale. Tale giacimento, che si trova a soli 6 km di distanza dalla ZEE di Cipro, ha dimostrato che, oltre alle riserve convenzionali aventi origine principalmente nel bacino del Delta del Nilo e alle quali erano collegate tutte le precedenti scoperte di gas, adesso c’è una nuova idea di riserve di carbonati che sposta il fulcro delle attività di esplorazione verso la regione del Mediterraneo orientale. Tale evoluzione ha attirato l’interesse di diverse importanti società petrolifere, non solo con finalità di esplorazione ma anche di investimento. Di conseguenza il consiglio dei ministri della Repubblica di Cipro ha deciso di lanciare un terzo round di licenze per l’esplorazione di petrolio e gas nella ZEE dell’isola.

Il Mediterraneo orientale ha un eccezionale potenziale energetico. Che valore può avere per Cipro, in termini di esportazioni e indipendenza energetica?

Nicos Anastasiades

Nicos Anastasiades

Eletto Presidente della Repubblica di Cipro il 24 febbraio 2013, Nicos Anastasiades è stato membro della Camera dei Rappresentanti dal 1981 fino alla sua elezione alla Presidenza della Repubblica. È stato inoltre presidente delle Commissioni per gli Affari esteri e per l'Istruzione.

Il governo di Cipro continua a portare avanti la propria strategia di creazione di un corridoio di esportazione del gas dal Mediterraneo orientale all’Europa. Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico tramite lo sfruttamento delle nostre risorse indigene è infatti uno dei nostri principali obiettivi. La scoperta di Afrodite è stato un passo avanti nel raggiungimento di questo obiettivo. I nostri piani energetici prevedono inizialmente l’utilizzo delle riserve di gas naturale di Cipro per la produzione di elettricità e poi, in un secondo momento, per attirare settori ad alta intensità energetica. Inoltre, auspichiamo che le possibili scoperte future di idrocarburi nella nostra ZEE aumentino ulteriormente l’enorme potenziale del Mediterraneo orientale per diventare un fornitore di gas per l’Europa e l’Asia.

Agli inizi di quest'anno ha visitato Cipro il Vicepresidente e Commissario Europeo per l'energia Maros Šefcovic. Qual è la posizione dell'Unione Europea verso la politica energetica di Cipro?

L’obiettivo principale dell’Europa, per quanto riguarda Cipro, è porre fine al suo isolamento energetico, collegando l’isola con l’infrastruttura energetica continentale e con le strutture di stoccaggio del GNL in Europa. Questo si riflette anche nel supporto che riceviamo dall’Unione europea nell’ambito dei Progetti di Interesse Comune. Si tratta anche di una delle principali politiche del mio governo, e durante la sua visita a Cipro il commissario Sefcovicc ha sostenuto fortemente il nostro impegno. Come ha sottolineato il Commissario, questi obiettivi miglioreranno la sicurezza della fornitura energetica di Cipro, ne aumenteranno la competitività offrendo ai clienti accesso a fonti multiple e consentiranno lo sviluppo sostenibile delle sue risorse, anche rinnovabili. Allo stesso tempo, ha ribadito che la Commissione Europea prospetta che il gas cipriota e del Mediterraneo orientale aumenti la sicurezza energetica dell’Unione europea, introducendo fonti e rotte alternative per il gas naturale.

I risultati della conferenza trilaterale del 28 gennaio 2016 a Nicosia, con la partecipazione dei premier di Israele e Grecia, hanno per Cipro un'importanza anche politica oppure si tratta di cooperazione limitata al campo energetico?

Cipro, uno Stato membro dell’Ue con un ambiente giuridico e politico stabile, ha tradizionalmente perseguito una politica basata sulla cooperazione regionale e la creazione di relazioni solide e durature con tutti i suoi vicini. In questa politica rientra il meccanismo trilaterale instaurato tra Cipro, Grecia e i Paesi della regione. Durante il recente summit trilaterale tra Cipro, Israele e Grecia, i 3 paesi hanno concordato di rafforzare la propria cooperazione allo scopo di promuovere una partnership trilaterale in diversi settori di interesse comune e collaborare alla promozione della pace, della stabilità, della sicurezza e della prosperità nella regione del Mediterraneo e non solo. I Paesi hanno inoltre convenuto che tutte le parti continueranno a valutare modalità pratiche per portare avanti la cooperazione nonché per l’attuazione di progetti comuni e per sfruttare le sinergie nei settori dell’energia, del turismo, della ricerca e della tecnologia, dell’ambiente, della gestione idrica, della lotta al terrorismo e dell’immigrazione. Pertanto è evidente che Cipro - e tutti i Paesi coinvolti nei meccanismi trilaterali - abbia molto da guadagnare da questa cooperazione, non solo nel settore energetico ma anche a livello politico. Al tempo stesso, il recente summit trilaterale di Nicosia è di particolare rilevanza dal punto di vista politico. Uno degli scopi principali della politica estera di Cipro è di assumere il ruolo internazionale di Paese amico con un’agenda positiva per la regione, la coltivazione di relazioni solide e costruttive con tutti i nostri Paesi confinanti e la promozione della stabilità regionale tramite una stretta cooperazione e la reciproca comprensione. Ritengo che il summit trilaterale sia un passo importante in questa direzione ed è per questo che la dimensione politica dei meccanismi trilaterali è importante tanto quanto quella energetica. Infatti, i progetti energetici non possono essere attuati senza il necessario contesto e supporto politico.

Il Mediterraneo orientale potrebbe diventare un nuovo centro nevralgico per l'energia; un punto strategico anche per l'Europa come alternativa al gas russo. Tra le numerose rotte di esportazione del gas del Bacino di Levante, quale opzione sembra più realizzabile?

Per quanto riguarda Afrodite, prima di selezionare l’opzione di monetizzazione ottimale per le risorse del giacimento sono state condotte analisi approfondite di tutte le alternative disponibili. Il Contractor del blocco 12, in collaborazione con il Ministero per l’Energia, ha concluso che l’opzione più economicamente fattibile per la monetizzazione delle risorse di Afrodite, in base alle condizioni finanziarie e commerciali esistenti, è quella di utilizzare i gasdotti sottomarini regionali verso Cipro ed Egitto. In caso di scoperte future, torneremo a esaminare tutte le alternative possibili.

Il rinnovato interesse per le riserve energetiche nella regione dipende dalle importanti scoperte di nuovi giacimenti in Egitto. Partecipa anche l'Egitto in questa cooperazione tra Cipro, la Grecia e Israele? Quale ruolo si attende che svolga questo Paese?

Consideriamo una delle principali priorità del governo cipriota la promozione della cooperazione nel settore dell’energia tra Cipro e i Paesi confinanti con interessi comuni nell’area. A tal scopo impieghiamo considerevoli sforzi nel mantenimento di buone relazioni con tutti i nostri vicini: Libano, Israele, Egitto, Giordania e Grecia. Pertanto la nostra ambizione è aprire le porte dei summit di alto livello tra Cipro, Grecia e Israele, e tra Cipro, Grecia ed Egitto, ad altri Paesi della regione.

La preoccupa il processo di riavvicinamento tra Israele e Turchia? C'è la possibilità che questo riaccendersi dei rapporti tra Tel Aviv e Ankara si risolva in qualche modo ai danni della cooperazione con Cipro e la Grecia?

No, la possibilità di un riavvicinamento tra Israele e Turchia non ci preoccupa affatto. Fin dal primo momento siamo stati informati circa il dialogo tra Israele e Turchia e non ci opponiamo a questo processo in nessuna maniera. Per prima cosa, bisogna sottolineare che i rapporti tra Cipro e Israele sono giunti a tale livello da avere oramai una propria dinamica, tanto che difficilmente altri sviluppi possono influenzarli negativamente. Per quanto riguarda la collaborazione trilaterale, Israele si è già impegnata a ospitare il prossimo vertice entro il secondo semestre del 2016. L’utilità della cooperazione trilaterale permane anche a prescindere dall’evolversi dei rapporti tra Israele e Turchia. Quello che noi ci proponiamo è di coprire un vuoto politico nel Mediterraneo orientale, dove manca un forum multilaterale in cui dibattere le questioni di comune interesse, come il terrorismo, l’emigrazione, l’energia e altre, tra tutti i Paesi. Infine, non consideriamo i nostri rapporti con Israele come un gioco a somma zero. Manteniamo eccellenti rapporti con Israele ma parallelamente abbiamo eccellenti rapporti anche con il mondo arabo. In conclusione, non riteniamo che il ravvivarsi dei rapporti tra Israele e la Turchia possa avere effetti negativi, né verso i nostri rapporti bilaterali né verso la trilaterale.

Al di là delle scoperte di gas, quali sono i vostri progetti energetici a lungo termine, anche nel settore delle risorse rinnovabili?

Il governo di Cipro ha elaborato un progetto di sviluppo per Vasilikos, un’area dell’industria pesante che ospiterà l’Energy Center. L’obiettivo complessivo di questo progetto è offrire un quadro completo del comprensorio e valutare se le strutture esistenti, i progetti futuri proposti e lo sviluppo generale dell’area per i prossimi 30 anni siano compatibili con gli impianti attuali, in base ai rischi, alla sicurezza e alle considerazioni di carattere ambientale e sociale. Quest’area potrebbe ospitare l’impianto di GNL, le strutture di stoccaggio del GNL e del GPL, oltre ai settori basati sul gas e ad altre infrastrutture energetiche che potrebbero essere necessarie in futuro. Inoltre, il governo di Cipro sta attualmente promuovendo 3 progetti che sono stati selezionati dalla Commissione Europea come Progetti di Interesse Comune (PIC). Il primo è il cosiddetto “Euro-Asia Interconnector”, un’interconnessione elettrica tra Israele, Cipro e Grecia, supportata dai governi dei 3 Paesi coinvolti. Il secondo è il progetto di gasdotto chiamato “EastMed Pipeline”, che collegherà Cipro all’Europa attraverso la Grecia. Il terzo progetto è volto a “rimuovere i colli di bottiglia a Cipro per porre fine all’isolamento e consentire la trasmissione del gas dal Mediterraneo orientale”. Di fatto questi progetti non aspirano solo a liberare Cipro dall’isolamento, ma costituiranno anche i mezzi di collegamento tra il Mediterraneo orientale e l’Unione Europea. Per quanto riguarda le risorse rinnovabili, Cipro ha collaborato con l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) alla realizzazione di una roadmap per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili (RES) con l’obiettivo di raggiungere, entro il 2020, una quota di RES del 13% nel consumo energetico finale lordo del Paese, e il 16% di RES nella produzione elettrica. La roadmap delle energie rinnovabili fornisce un’analisi dettagliata delle opzioni di sviluppo e riporta dati quantitativi che supporteranno Cipro nelle sue prossime decisioni in materia di politica energetica. Inoltre, la roadmap indica che lo sviluppo di risorse rinnovabili potrebbe ridurre considerevolmente la dipendenza dalle importazioni di energia, riducendo al contempo il costo della produzione di elettricità a Cipro.

Guarda lo Speciale OMC 2015