Indonesia, il futuro è nell'energia

Indonesia, il futuro è nell'energia

Lello Stelletti
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Il Paese punta sempre di più alle esplorazioni nel settore del gas, alla costruzione di raffinerie e centrali elettriche, allo sviluppo di infrastrutture energetiche e alla promozione delle rinnovabili. Ce lo racconta il viceministro delle Infrastrutture indonesiano, Ridwan Djamaluddin

L’energia è un settore prioritario per l’Indonesia. Il viceministro delle Infrastrutture indonesiano, Ridwan Djamaluddin, assicura infatti che il Paese ha intensificato le attività di esplorazione nel settore del gas e che sta puntando sempre di più sulle rinnovabili al punto da farle rientrare nel programma industriale nazionale. L’energia, ha spiegato Djamaluddin, "è il principale strumento per garantire lo sviluppo, ciò significa che il nostro governo concentrerà le risorse provenienti dallo sfruttamento delle risorse naturali in modo da ottenere un aumento della produzione". E con un finanziamento di circa 2 miliardi di euro da parte della Banca asiatica dello sviluppo ottenuto per la costruzione di infrastrutture, l’Indonesia punta a "promuovere la costruzione di centrali elettriche, perché abbiamo capito che lo sviluppo del settore è primario per il Paese".

L'area del Pacifico è una delle "nuove frontiere" dello sviluppo del settore energetico, in particolare per le industrie petrolifere e del gas. Qual è il ruolo dell'Indonesia?

Lo sviluppo dell’area del Pacifico è una delle priorità dell’Indonesia. Proprio per questo motivo il mio Paese ha intensificato le attività di esplorazione nel settore del gas, calcolando la disponibilità e il costo per le industrie che lo sviluppo di questo comparto comporta. Per noi, comunque, tutto il settore energetico rappresenta una priorità, e per questo motivo l’Indonesia ha iniziato a promuovere anche il settore delle energie rinnovabili, in modo da inserirlo al centro del programma industriale nazionale.

L'Indonesia è membro dell'Opec, l'organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio che, come ha dimostrato il vertice tenuto il 2 giugno scorso a Vienna, non riesce a trovare un accordo per regolare i prezzi petroliferi. Il suo governo come pensa di far fronte a questa situazione?

Per prima cosa voglio sottolineare che l’Indonesia ha fatto del suo meglio per affrontare le oscillazioni dei prezzi del mercato energetico. L’energia è il principale strumento per garantire lo sviluppo, ciò significa che nell’attuale situazione, il nostro governo concentrerà le risorse provenienti dallo sfruttamento delle risorse naturali nei settori industriali, ed in particolare in quelli manifatturieri, in modo da ottenere un aumento della produzione. Vorrei comunque ricordare che l’Indonesia rappresenta un mercato di 260 milioni di persone e che può contare su abbondanti risorse naturali. Il Paese si attesta infatti all’undicesimo posto nel mondo in termini di riserve di gas naturale, ed al primo posto per quanto riguarda le fonti geotermiche.

Quali sono, a suo parere, le opportunità più interessanti che il Paese offre agli investitori stranieri, in particolare nel settore delle infrastrutture energetiche? E in quali comparti?

Il governo di Giacarta ha adottato nuove priorità incentrate proprio sullo sviluppo infrastrutturale e sulla necessità di favorire gli investimenti. Il nostro auspicio è di riuscire ad aumentare la convenienza per chi intenda investire in Indonesia. Il governo si è concentrato sulla creazione di posti di lavoro e infrastrutture, per risolvere il problema delle grandi differenze che il nostro Paese ha al proprio interno, sul piano sia demografico che sociale. Quello delle raffinerie è, attualmente, il settore più interessante per lo sviluppo. L’Indonesia ha fissato un piano per la costruzione di una nuova raffineria e per la ristrutturazione di altre due già esistenti. È necessario comunque migliorare la capacità delle imprese di costruire i nuovi impianti. Il governo promuove la partecipazione delle imprese locali e nazionali a questi progetti, per generare poi delle opportunità di sviluppo anche a livello regionale. È chiaro che, in un contesto di incertezza generato dal ribasso dei costi delle materie prime, stiamo puntando anche sulle energie rinnovabili. L’obiettivo è raggiungere una quota pari al 23% della produzione, investendo su progetti nel ramo delle fonti alternative. Il prossimo anno il focus sarà sul gas e sul risparmio energetico, ma per il futuro auspichiamo uno sviluppo maggiore di queste nuove tipologie energetiche.

Attualmente il gas liquefatto viene esportato in Giappone, Corea del Sud e Taiwan: quali sono le possibilità di sviluppare ulteriormente le infrastrutture in questo settore?

Un Paese come l’Indonesia offre grandi opportunità per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche, non solo lungo le coste della provincia del Kalimantan Orientale, ma anche in altre regioni del Paese. Al momento la maggior parte degli investimenti - sia interni che stranieri - si concentra sull’isola di Giava e per questo motivo siamo impegnati a ridistribuire le risorse, in modo da assicurare uno sviluppo equilibrato del Paese nel suo complesso. Stiamo portando avanti l’efficientamento delle strutture esistenti, promuovendo allo stesso tempo maggior attenzione nei confronti delle compagnie intenzionate a investire nel nostro Paese.

L'Indonesia riceverà, nel corso di quest'anno, un finanziamento di circa 2 miliardi di euro dalla Banca asiatica dello sviluppo (Asian Development Bank, Adb) per la costruzione di infrastrutture. In quali progetti energetici stanzierete questi fondi?

Penso che la cosa principale sia promuovere la costruzione di centrali elettriche, perché abbiamo capito che lo sviluppo del settore è primario per il Paese. Le aziende in questo senso hanno interesse a portare a termine progetti nel settore e il governo spingerà a nuovi piani per incrementare lo sviluppo delle infrastrutture.

Il presidente indonesiano, Joko Widowo, ha lanciato lo scorso anno un programma di politica fiscale volto a creare posti di lavoro, costruire infrastrutture e accelerare gli investimenti per lo sviluppo. Quali opportunità prevede questo piano per il settore energetico?

Il governo sta realizzando un piano di politica fiscale finalizzato alla creazione di nuovi posti di lavoro, allo sviluppo d’infrastrutture e al miglioramento degli investimenti. Un piano che il presidente indonesiano, Joko Widowo, ha lanciato nel 2015. Le opportunità più interessanti sono forse quelle offerte dal settore delle energie rinnovabili, che potrà avere un importante sviluppo, garantendo la creazione di nuovi posti di lavoro. I fondi messi a disposizione dal programma nazionale potranno poi essere utilizzati per la produzione di energia e per lo sviluppo delle infrastrutture del settore.