La rivoluzione del gas

La rivoluzione del gas

Khaterine Rasmussen
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Andamento dei prezzi, shale gas e ruolo delle rinnovabili. Ne abbiamo parlato con Adam Sieminski, direttore dell'Energy Information Administration, durante la sedicesima edizione dell'Eia Energy Conference

L'Eia è un'organizzazione statistica, cosa prevede succederà nel prossimo futuro all'andamento dei prezzi del petrolio e di conseguenza a quelli del gas?

Le previsioni sull’andamento dei prezzi sono sempre molto difficili. E ancora più difficile è fare previsioni per l’America. Petrolio, gas e consumi sono 3 aspetti fortemente interconnessi nel continente americano, ancor più che in Europa. La storia delle esplorazioni è diversa come diverse sono le scoperte e la capacità delle aziende di sperimentare nuove tecnologie e processi. La storia americana è stata caratterizzata dalla rivoluzione dello shale (sia gas sia oil) che a metà degli anni ’80 ha rappresentato un momento di rottura nel percorso verso l’indipendenza energetica. Ricordiamo la storia di George Mitchell, "l’uomo dello shale", colui che ha messo a punto la tecnologia del "fracking", la combinazione di perforazione orizzontale e fratturazione, che ha reso possibile l’estrazione di quantità sempre maggiori di petrolio e gas direttamente dalle rocce madri.
La sua fortuna è nata così, tant’è che grazie ai contratti a lungo termine ha potuto superare, senza troppe difficoltà, la crisi immobiliare, petrolifera ed economica che ha ciclicamente caratterizzato l’andamento dell’economia Usa.

Lei cosa pensa del fracking?

Il fracking, come tutte le cose di questo mondo, ha i suoi lati negativi ma il miglioramento delle tecnologie estrattive ha riportato la situazione sotto controllo, soprattutto riguardo alla salubrità dell’acqua e alla salute delle persone. Gli Usa sono uno dei maggiori produttori di shale gas (il periodo d’oro ad esempio è stato il 2008-2011). Anche se nuovi Paesi come Argentina, Canada, Colombia, Polonia, e la Cina si stanno facendo strada molto velocemente in questo campo. Ad oggi lo shale gas rappresenta già circa il 25% dell’offerta di gas naturale negli Usa e, secondo le previsioni, potrebbe raggiungere il 50% entro il 2030. Migliaia di nuovi pozzi di gas sono stati scavati in Pennsylvania, Texas e Oklahoma. Altri seguiranno a breve. In realtà, la rivoluzione energetica americana non riguarda solo lo shale gas, ma anche il petrolio non convenzionale.

Cosa prevede l'Eia per il futuro?

Ora il nodo centrale riguarda il prezzo del greggio che inevitabilmente ha ripercussioni su quello del gas, un settore nel quale gli USA puntano a diventare un Paese esportatore dal 2017. È chiaro che se i prezzi del gas sono bassi, nessuno potrà avere interesse a pagare i costi del trasporto del Gnl. Tuttavia, le previsioni dell’Eia sono positive. Prevediamo un aumento del prezzo del petrolio anche se chiaramente questo risente degli equilibri politici internazionali e della domanda, che a sua volta è influenzata dall’andamento economico delle maggiori economie mondiali. Sui prezzi incidono innumerevoli variabili ma ciò che la lezione del passato ci ha lasciato è che la cosa più importante è riuscire ad assicurare energia per tutti. Questa è la priorità, per tutti i Paesi.

E le rinnovabili che ruolo giocano?

Per usare una metafora sportiva, nel baseball le rinnovabili sarebbero ottimi lanciatori ma dobbiamo decidere di farle scendere in campo, e grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo renderle meno intermittenti. La soluzione energetica ideale è un perfetto mix tra sostenibilità, convenienza e affidabilità.