L'incertezza dei mercati, in attesa del vertice OPEC

L'incertezza dei mercati, in attesa del vertice OPEC

Emilio Fabio Torsello
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Le quotazioni del barile restano volatili, mentre la Russia si prepara a varare una nuova rompighiaccio per le operazioni nell'Artico

Quella sul vertice OPEC di domani sembra ormai più una partita di poker che altro. Con la Russia che si è detta pronta non a limitare l’output ma a congelare la produzione ai volumi attuali, dopo mesi in cui ha incrementato le estrazioni fino a livelli record, l’Arabia Saudita che starebbe studiando una exit strategy in caso di fallimento del vertice e Paesi come Iran e Iraq molto più dubbiosi rispetto a diverse settimane fa su un possibile accordo. In questo contesto "volatile", dove le notizie si accavallano e si smentiscono a poche ore l’una dall’altra, anche il prezzo del petrolio sta vivendo giorni in cui le quotazioni del barile oscillano. La realtà è che tutti sono in attesa dell’esito del meeting di domani a Vienna.
A corona di questo contesto, proseguono invece le operazioni di "routine" e gli annunci, come quelli fatti dalla russa Gazprom, che ha fatto sapere di star testando una nuova imbarcazione capace di supportare le operazioni degli impianti petroliferi nell’Artico: una rompighiaccio che può operare anche a -22 gradi sotto lo 0. Le operazioni russe dovrebbero concentrarsi nella Penisola di Yamal (in russo: "la fine del mondo"), dove si trova anche il sito di Bovanenkovo, uno dei maggiori giacimenti di gas della regione.
Secondo alcune indiscrezioni comparse sulla stampa internazionale, infine, Shell starebbe pensando di dismettere le proprie partecipazioni in Iraq. A seguito dell’acquisto del BG Group nel febbraio scorso, la compagnia olandese starebbe infatti snellendo il portfolio proprio nel settore dell’Oil&Gas. Anche a causa del calo delle revenue, Shell si starebbe adesso concentrando sulle aree ad alto rendimento, come il Brasile o il Golfo del Messico.