Le incertezze del mercato petrolifero

Le incertezze del mercato petrolifero

Giacomo Maniscalco
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Calano Brent e WTI, l'Iraq si dichiara favorevole alla proroga dell'accordo OPEC mentre l'IPO di Saudi Aramco si muove verso i mercati asiatici

La pubblicazione delle scorte settimanali di petrolio negli USA ha portato un calo nei prezzi sui mercati Brent e Wti. Gli Stati Uniti hanno infatti incrementato l’output petrolifero ai livelli massimi dall’agosto del 2016 e anche se i dati sulle scorte segnalato un ribasso di 1 milione di barili - confermando un calo di scorte per la seconda settimana consecutiva - su queste cifre pesa il fatto che l’offerta di carburante sia aumentata per la prima volta in nove settimane.
Il mercato del petrolio si ritrova quindi guidato dalle preoccupazioni di un potenziale aumento della produzione di shale e una crescente domanda di impianti di trivellazione negli USA e di segnali contrastanti da parte dell’Opec circa i tagli all’offerta per il secondo semestre 2017. Ma a detta di Ammar al Hakim, leader del Consiglio Supremo Islamico iracheno, il Paese è favorevole a una proroga dell’accordo dell’Opec. Al Hakim ha però aggiunto che Baghdad potrebbe richiedere agli altri Paesi produttori un’esenzione dai tagli data la necessità delle entrate petrolifere per la sua lotta interna contro lo stato islamico. "Date le circostanze delicate nelle quali si ritrova il Paese", ha detto Hakim, "una richiesta da parte dell’Iraq agli altri Paesi membri dell’Opec nella speranza di aumentare i propri livelli di output sarebbe giustificata", aggiungendo che nonostante questo l’Iraq rimane a favore del principio dell’accordo sui tagli.
Sul fronte dell’Arabia Saudita, invece, arriva la notizia di un consorzio di aziende petrolifere statali, banche e fondi sovrani cinesi che ricopriranno il ruolo di investitore primario in vista dell’IPO di Suadi Aramco previsto per il prossimo anno. L’investimento da parte del consorzio potrebbe spingere il consiglio di Saudi Aramco, che a maggio terrà un summit con i funzionari del consorzio cinese a Shanghai, a privatizzare la società attraverso un processo di quotazione in borsa su un mercato asiatico. La cooperazione energetica rimane il fondamento delle relazioni tra l'Arabia Saudita, primo esportatore mondiale di greggio, e la Cina, il più grande importatore mondiale.