La "green map" degli USA si amplia

La "green map" degli USA si amplia

Elisa Maria Giannetto
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Sale a 25 il totale delle città Usa impegnate nella transizione verso l'obiettivo zero emissioni. Mentre in Francia si apre la gara per lo sviluppo di due centrali a correnti di marea

Si aggiungono due pin verdi nella geolocalizzazione delle città 100% green degli Stati Uniti. Grazie all’avvio della transizione verso un’energia pulita di Madison, nel Wisconsin, e di Abita Springs, in Lousiana sale a 25 il numero totale delle aree Usa impegnate nell’ambizioso obiettivo di zero emisioni. La decisione votata all’unanimità dai rispettivi consigli comunali assegna a queste località il ruolo di apripista nei loro Stati in un percorso che, nel giro di pochi anni, dovrebbe portare ad un’economia alimentata integralmente da fonti rinnovabili. "Un impegno storico", l’ha definito Alder Zach Wood, consigliere comunale di Madison che sottolinea i numerosi vantaggi di questa scelta: "L’obiettivo 100% green guiderà un'economia in grado di creare più posti di lavoro a livello locale, di fornire elettricità a prezzi accessibili e sostenibili, e di avere aria e acqua più pulite".  Mentre Greg Lemons, sindaco repubblicano di Abita Springs, ha messo in evidenza come "la politica non ha nulla a che fare con questo. L'energia pulita è solo una questione di buon senso economico". Ciò che emerge da questi commenti è che il sostegno bipartisan dell’energia alternativa è in crescita. Ma non solo. Sono sempre più numerose a livello globale le aree che si tingono di verde e che sperimentano nuove tecnologie per diventare autosufficienti da un punto di vista energetico e di avvicinare verso lo zero l’emissione di sostanze inquinati in atmosfera. La Francia ad esempio ha sperimentato alcune fra le prime centrali a correnti di marea (che utilizzano eliche posate sui fondali) e recentemente ha annunciato la gara per due centrali a correnti di marea in due bracci di mare di fronte alle coste di Normandia e Bretagna. Segolene Royale, ministra dell’Ambiente francese ha spiegato che "i prefetti stanno definendo i siti, quindi verrà avviata una trattativa con le aziende interessate, secondo il principio del cosiddetto dialogo competitivo".