Il "regalo" di Trump ai big del petrolio

Il "regalo" di Trump ai big del petrolio

Elisa Maria Giannetto
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Le compagnie petrolifere americane non dovranno più comunicare i pagamenti effettuati all'estero. Così Trump mette fine alle regole di trasparenza decise dal suo predecessore per combattere la corruzione

Il presidente Usa, Donald Trump, firma l’abrogazione delle regole di trasparenza per le compagnie petrolifere americane mettendo fine all'obbligo di comunicare i pagamenti effettuati a favore di Governi stranieri. La risoluzione cancella di fatto la norma conosciuta come Securities and Exchange Commission (SEC) che era stata approvata, in base alla legge Dodd-Frank nel 2010 per combattere  la corruzione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. L’atto definito "un regalo sorprendente alla lobby petrolifera americana" rappresenta indirettamente anche un omaggio al segretario di Stato Rex Tillerson che, insieme agli altri dirigenti del settore, si era schierato contro l’introduzione dei  regolamenti voluti da Obama perché ritenuti penalizzanti per le società americane. Bill Huizenga, uno dei principali sostenitori dell’abrogazione, ha sottolineato che "nel corso degli ultimi 20 anni, ci sono stati 56.000 regole decise anche senza intervento legislativo o particolari controlli, ed è arrivato il momento di cambiare." Nel corso della cerimonia nello Studio Ovale, Trump ha detto ai giornalisti presenti che la risoluzione è solo una parte di un rollback normativo più ampio con l'obiettivo di ripresa economica e di creazione di nuovi posti di lavoro. “Gli investimenti nel settore energetico stanno ripartendo – ha sottolineato Trump – e migliaia di persone potranno così tornare a lavorare". Per i sostenitori di Trump, la SEC ha imposto dei costi enormi per le compagnie energetiche mettendole in condizione di svantaggio competitivo rispetto al resto del mondo. Mentre per i democratici e i sostenitori della SEC l’ultimo atto di Trump segna la vittoria della corruzione sulla legalità. Uno dei più convinti è il senatore Sherrod Brown (D-Ohio), democratico e membro della Commissione bancaria del Senato, secondo cui "questo tipo di trasparenza è essenziale per la lotta contro lo spreco, la frode, la corruzione e la cattiva gestione". C’è anche chi come Eric LeCompte, direttore esecutivo dell'organizzazione sviluppo religioso Jubilee USA, auspica che "contemporaneamente alla fine della SEC l’amministrazione si preoccupi di varare una nuova norma per fermare la corruzione". Il dibattito rimane acceso ma il nuovo presidente ha già messo nero su bianco la sua scelta.