Il trionfo di Trump

Il trionfo di Trump

Rita Kirby
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La vittoria che lascia il mondo a bocca aperta. Donald Trump è il 45esimo presidente degli stati uniti

Un vittoria che è tanto schiacciante quanto inattesa, quella del candidato repubblicano Donald Trump, eletto 45esimo presidente degli Stati Uniti. Tramonta così il sogno di Hillary Clinton: "rompere il soffitto di cristallo" diventando il primo presidente donna della storia Usa.  La candidata democratica ha chiamato il 70enne miliardario congratulandosi per la vittoria, ma ha deciso di non parlare in pubblico, pur avendo preparato anche il discorso della sconfitta. Trump è salito sul palco commosso, con la moglie Melania, i figli e i nipoti. La Brexit a stelle e strisce, come aveva previsto, si è materializzata. "Scusate se vi ho fatto aspettare. Un affare complicato. Ho appena ricevuto una chiamata dal Segretario Clinton che si è congratulata con noi. E io mi sono congratulato con lei. Le siamo estremamente grati per il suo servizio al Paese", ha dichiarato Trump celebrando il trionfo all’hotel Hilton Midtown, a Manhattan, nel cuore di New York. "Ora è il momento di sanare le ferite delle divisioni e di unirci, come un unico popolo", ha esortato, "io mi impegno ad essere il presidente di tutti gli americani. E’ molto importante per me". Sotto shock i mercati mondiali, con le Borse in picchiata mentre l’oro, tradizionale bene rifugio, è schizzato alle stelle. Il muro dei latini non è riuscito a fermare la valanga Trump, che ha fatto crollare il peso messicano ai minimi storici, con perdite superiori al 9%. Il tycoon è stato votato nelle aree rurali e dai "colletti bianchi", gli uomini bianchi oltre la mezza età che più hanno sofferto la globalizzazione. Hillary ha tenuto nei feudi tradizionalmente democratici delle grandi città, ma non è riuscita ad attirare il voto degli afroamericani e dei giovani.  Il miliardario ha rastrellato cruciali stati in bilico, a partire dalla Florida, sbaragliando tutti i sondaggi della vigilia. Ha avuto la meglio perfino in Wisconsin, fino ad una settimana fa considerato completamente fuori dalla sua portata. La fatidica soglia dei 270 grandi elettori, necessari per garantire a Trump la Casa Bianca, è stata superata alle 23.30, ora degli stati orientali, proprio con la vittoria in Wisconsin. Il risultato è stato un chiaro voto anti-establishment che dischiude per il mondo un futuro incerto.
 All’euforia dei sostenitori di Trump, si è contrapposto il clima plumbeo del popolo della Clinton.  Tra lacrime e lo stupore, al Jacob Javits Convention Center che l’ex first lady aveva riservato per la vittoria, è subito cominciato un triste esodo. Il capo della campagna di Hillary, John Podesta, ha invitato tutti ad andare a casa perche’ la Clinton non avrebbe parlato. "Questa è una notte storica", è stato il commento del vice presidente eletto Mike Pence. "Il popolo americano ha parlato e ha scelto il suo nuovo campione", ha aggiunto. I democratici non sono riusciti a riconquistare il Senato, saldamente nelle mani del Grand Old Party, così come la Camera dei Rappresentanti. Per la Corte Suprema si profila la quinta nomina repubblicana. "Amo questo Paese", ha rimarcato Trump prima di congedarsi. Incontrerà il presidente uscente Barack Obama giovedì per avviare il processo di passaggio delle consegne in vista dell'inaugurazione il prossimo 20 gennaio a Washington.