In Texas scoperto uno dei maggiori giacimenti di petrolio degli USA

In Texas scoperto uno dei maggiori giacimenti di petrolio degli USA

Emilio Fabio Torsello
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La previsione dell'EIA: "non ci sarà un crollo della domanda di petrolio prima del 2040", a trainare la crescita i settori dei trasporti

E’ stato scoperto negli Stati Uniti uno dei bacini petroliferi più grandi del Paese. Il territorio è quello del Texas, storicamente ricco di risorse petrolifere. Secondo le rilevazioni, si tratterebbe di un bacino da 20 miliardi di barili di petrolio e 1,6 miliardi di piedi cubi di gas naturale liquefatto. Tenendo come base un prezzo medio di 45 dollari al barile, il sito potrebbe fruttare potenzialmente 900 miliardi di dollari. "Il fatto che questo sia il più grande bacino di continuità mai trovato, dimostra che – anche in aree che hanno già prodotto miliairdi di barili – esiste ancora il potenziale per trovarne altrettanti", ha spiegato Walter Guidroz, coordinatore di progetto per il USGS Energy Resources Program.
Sempre sul fronte petrolifero, all’orizzonte secondo più di un analista potrebbe esserci una tacita partnership tra Iran e Iraq – entrambi Paesi che non intendono tagliare la produzione di greggio - anche alla luce delle crescenti influenze che Teheran sta esercitando nelle regioni a maggioranza Sciita dell’Iraq. Attualmente, Baghdad è il secondo maggior produttore di petrolio nell’OPEC, con 4,45 milioni di barili al giorno, seconda solo ai 10,49 milioni di barili al giorno prodotti dall’Arabia Saudita. Se al petrolio prodotto dall’Iraq si aggiungesse quello dell’Iran (3,65 mb/g), Iran e Iraq pareggerebbero quasi i valori di output di Riad. In vista della riunione del 30 novembre prossimo, questo potrebbe rappresentare un tacito accordo da tenere in considerazione sul tavolo della diplomazia.
E sul fronte della domanda, nell’ultimo rapporto rilasciato dall’EIA, l’ente americano stima che non ci sarà un crollo prima del 2040. "La difficoltà nel trovare alternative ai carburanti nei settori della navigazione, dell’aeronautica e del petrolchimico, significherà nei fatti che, fino al 2040, questi comparti vedranno una crescita sostenuta rispetto al resto del mondo". Come dire: nonostante l’accordo di Parigi, il mondo continuerà ancora per molto tempo a sfruttare come combustibili principali il petrolio e le fonti fossili.