La Spagna "centralizza" il fracking

La Spagna "centralizza" il fracking

Editorial Staff
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La Corte Costituzionale ha bocciato l'ultima di una serie di leggi proposte dai governi locali in opposizione al via libera dato dal governo di Madrid. I giudici hanno ribadito la centralità e la "competenza statale" circa la decisione sulle tecniche di esplorazione ed estrazione petrolifera

La Corte costituzionale spagnola ha annullato l'articolo di una legge che vieta l'uso della cosiddetta "fratturazione idraulica" per l'esplorazione e l'estrazione di idrocarburi. I giudici hanno spiegato che l'"autorizzazione per l'uso di questa tecnica" è "di competenza statale" mentre la legge era stata proposta dalla Catalogna, motivo per cui hanno accettato il ricorso presentato dal governo centrale. La Corte aveva già annullato le leggi antifracking approvate da diverse comunità locali che così tentavano di opporsi a quanto deciso invece dal governo di Madrid. In particolare, la Corte ha sospeso le leggi approvate in Cantabria, La Rioja e Navarra, affermando che sia "l'autorizzazione" del fracking che la "dichiarazione del suo impatto ambientale sono requisiti che deve stabilire lo Stato".