Gli impegni USA sul clima non sono cambiati

Gli impegni USA sul clima non sono cambiati

Elisa Maria Giannetto
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Dopo l'annuncio di Trump di uscire dagli accordi di Parigi tocca al segretario dell'Energia, Rick Perry, spiegare al mondo che gli Usa non faranno retromarcia sugli impegni sul clima. E intanto cercano di avvicinarsi alla Cina per rafforzare la leadership sulle questioni ambientali

Gli Stati Uniti si impegneranno ad affrontare i temi ambientali e a promuovere le energie pulite, anche se fuori dall’Accordo di Parigi sul clima. A ribadirlo più volte durante la settimana è stato il segretario Usa all'Energia, Rick Perry, in visita ufficiale prima in Giappone e poi in Cina. Lo ha ribadito a Tokyo in occasione dell’incontro col suo collega giapponese, Hiroshige Seko, dichiarando che: "Non stiamo tornando indietro, e non abbiamo creato un vuoto". E lo ha sottolineato anche a Pechino, al tavolo con i ministri dell’energia, dove ha sollecitato i suoi colleghi a considerare i vantaggi del gas naturale come fonte energetica altrettanto efficace nel guidare la lotta ai cambiamenti climatici. Nel suo discorso non è mancato l’accenno al progresso tecnologico che sta rendendo le fonti rinnovabili sempre più competitive e accessibili a tutti. La posizione Usa nei confronti delle questioni energetiche è forse stata chiara fin dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca; così come la nomina di Perry non ha lasciato spazio alla speranza di continuità nel solco della politica di Obama. Ma ciò che è meno chiaro ancora è il ruolo che giocherà la Cina nel campo delle questioni ambientali: prima schierata con l’Unione europea per fronteggiare l’arretramento Usa, subito dopo pronta a farsi corteggiare dagli Stati Uniti. Prima di spostarsi da Tokyo a Pechino, Rick Perry ha infatti manifestato chiaramente l’auspicio che la Cina accetti la sfida di combattere l’inquinamento atmosferico: "Sarebbe una buona occasione per loro, perché sono stato a Pechino, sono stato a Shanghai, sono stato a Shenzhen, e l'aria non è piacevole come a Tokyo". Certo non sarà facile per il Paese più inquinato del mondo, che dipende ancora in buona parte dal carbone, giocare la "parte da leader" come auspicato gli Stati Uniti. Ma è a Pechino che guarda Trump per non rimanere isolato, soprattutto dopo la fuoriuscita dagli accordi di Parigi.