Prezzo del petrolio: l'AIE intravede "una luce in fondo al tunnel"

Prezzo del petrolio: l'AIE intravede "una luce in fondo al tunnel"

Editorial Staff
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A febbraio è diminuita la produzione da parte di Paesi chiave come Iran, Iraq e Arabia Saudita. Da qui potrebbe ripartire la salita dei prezzi

"Una luce in fondo al tunnel ". Così l’Agenzia Internazionale dell’energia (Aie) nell’ultimo rapporto mensile ha descritto il futuro prossimo dei prezzi del petrolio, sostenendo che grazie al taglio della produzione da parte dei Paesi Opec e non-Opec, “ci sono segnali che i prezzi possano aver toccato il fondo". Come dire: da adesso in poi la situazione può solo migliorare. Nel 2016, infatti, i Paesi che non fanno parte dell’Opec - secondo quanto sostenuto dall’Aie-- ridurranno la produzione di 750.000 barili al giorno. Un trend iniziato già il mese scorso quando - secondo il rapporto di Thomson Reuters Oil Research & Forecasts - l’Iran ha esportato 1,4 milioni di barili al giorno, rispetto agli 1,7 milionidi barili al giorno esportati a gennaio. Sulla stessa linea anche Iraq e Arabia Saudita: quest’ultima a febbraio ha esportato 60.000 barili in meno rispetto alla media del mese precedente, mentre Baghdad ha venduto 3,35 milioni di barili al giorno, facendo registrare un calo di 132.000 barili al giorno rispetto a gennaio. Negli USA, infine, nelle ultime settimane hanno chiuso ben 13 impianti di "shale oil": il loro numero è giunto a 489 unità contro i 1.609 di un paio di anni fa.