Aspettando le presidenziali, il mondo dell'energia apre nuovi scenari

Aspettando le presidenziali, il mondo dell'energia apre nuovi scenari

Marcello Vallese
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Negli Stati Uniti ci si divide sul voto, l'Iraq ha nuovi giacimenti da sfruttare e Singapore si unisce alla IEA

Le presidenziali USA si avvicinano e il mondo dell’energia a stelle e strisce appare diviso su quale candidato sostenere il 4 novembre. Secondo un’analisi delle donazioni certificate dei lavoratori del comparto, effettuata da Reuters, oltre 114.000 dollari hanno sostenuto la campagna della Clinton, mentre Trump ha beneficiato di "soli" 99.000 dollari. Il dato sorprende se si considera che il programma democratico prevede maggiore regolamentazione, controlli ambientali oltre a un ricorso più ampio alle rinnovabili, tutte politiche storicamente giudicate in modo negativo dai sostenitori dei combustibili tradizionali. A spiegare questa diffidenza verso il candidato repubblicano è Dave McCurdy, direttore dell’Associazione Americana dei Produttori di Gas Naturale: "Mi inquietano molti aspetti della visione di Trump a proposito del commercio, l’economia e la sicurezza nazionale". A fare da contraltare, Harold Hamm, AD della Continental Resources e storico sostenitore di Trump, si dichiara a favore del mantra repubblicano di espandere le trivellazioni sul suolo statunitense per limitare le importazioni in Medio Oriente.
Sul fronte del mercato, in Iraq, il ministero del Petrolio ha aperto l’asta internazionale per sviluppare 12 giacimenti minori distribuiti in tre province centrali e meridionali. La novità procedurale sta nella negoziazione diretta che il ministero avvierà con ogni singola compagnia vincente. È un cambiamento radicale rispetto ai contratti firmati nel 2003 con le grandi compagnie petrolifere internazionali, che garantivano loro un prezzo fisso in dollari per ogni barile prodotto. Sono 19 le compagnie attualmente in gara per aggiudicarsi i nuovi giacimenti iracheni, provenienti da Giappone, Emirati Arabi, Kuwait, Italia, Svizzera, Romania, Russia, Vietnam, Cina, Indonesia e Thailandia.
La città-stato di Singapore, infine, è da ieri un nuovo membro della IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia. Secondo il ministro dell’Industria e del Commercio Iswaran, "Singapore supporta la nuova visione di inclusione dei mercati emergenti, soprattutto nel Sud-est asiatico". Questa visione è riassunta dal direttore dell’agenzia Fatih Birol: "Collaboreremo con Singapore per sviluppare programmi e attività che possano trasmettere alle autorità locali i benefici di un uso responsabile dell’energia e le opportunità che le rinnovabili stanno portando in tutto il mondo."