Nel giorno del Presidents' Day, anche il mercato del petrolio festeggia

Nel giorno del Presidents' Day, anche il mercato del petrolio festeggia

Elisa Maria Giannetto
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Le stime dell'Aie su domanda e offerta di petrolio spingono in alto prezzi ed entusiamo. Oggi intanto negli Usa si commemora il compleanno del primo presidente George Washington

Nel giorno del Presidents' Day l’America è in festa, i mercati sono chiusi e l’ottimismo è alle stelle. A generare l’ondata positiva sono le  ultime stime dell’agenzia internazionale dell’energia che ha infatti rivisto al rialzo le previsioni sulla crescita mondiale della domanda di petrolio. Nel 2017, secondo l’Aie, verranno consumati 1,4 milioni di barili al giorno. E mentre la curva della domanda sale, l’offerta diminuisce per effetto della contrazione della produzione di petrolio decisa con l’accordo Opec, si parla di circa 600.000 barili in meno nei primi sei mesi del 2017. Una previsione che ha innescato l’entusiasmo degli investitori e alimentato le speranze di un mercato più equilibrato e stabile, con il WTI, West Texas Intermediate, che potrebbe raggiungere il massimo storico. Il trend è frutto delle prime analisi sull’andamento dell’accordo Opec: i Paesi firmatari stanno infatti viaggiando a ritmo spedito raggiungendo in meno di due mesi il 90% rispetto a quanto stabilito a dicembre. "I tagli OPEC finora sono più profondi del previsto e non c'è alcun segnale che faccia presagire una retromarcia" ha dichiarato a Bloomberg Mike Wittner, responsabile della ricerca di materie prime a Société Générale SA a New York. Eppure l’unico freno all’entusiasmo viene proprio dal territorio Usa dove è in crescita l’attività di esplorazione, perforazione e estrazione. Le riserve di petrolio degli Stati Uniti sono arrivate a toccare i 518,1 milioni la scorsa settimana, il livello più alto dal 1982. Un’altra ricerca condotta da Goldman Sachs stima che "la produzione di petrolio negli Usa potrebbe aumentare di 405.000 barili al giorno in un anno nei bacini Permiano, Eagle Ford, Bakken Niobrara". Nel complesso, dunque, quest’anno negli Stati Uniti potremmo contare mediamente 130.000 barili al giorno in più rispetto a un anno fa. Eppure l’ottimismo non manca, e non solo perché in America è un giorno di festa ma perché come chiarisce Michael Lynch, presidente di Strategic Energy & Economic Research a Winchester, nel Massachusetts, "gli investitori si dimostrano più concentrati sulle azioni dell’Opec che sulle scorte Usa". Ecco perché i rialzisti, coloro che scommettono sull’aumento dei prezzi del petrolio, hanno superato i più pessimisti, almeno negli ultimi giorni.