Il prezzo del petrolio alla prova del voto

Il prezzo del petrolio alla prova del voto

Elisa Maria Giannetto
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Dagli USA ad Abu Dhabi sono molti i fattori che influenzano i movimenti del prezzo del petrolio, nell'attesa di conoscere il nuovo volto del presidente americano

Il voto finale negli USA, il vertice ADIPEC ad Abu Dhabi e le nuove previsioni dell’AIE. Tre eventi che, fuso orario a parte, rendono il prezzo del petrolio sensibile a oscillazioni e segnano la strada che l’energia del futuro dovrà seguire. Negli States sondaggi e aspettative che la democratica Clinton possa davvero vincere e diventare Presidente hanno spinto al rialzo il prezzo del petrolio. E oggi stesso l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha messo in agenda la pubblicazione del report di novembre. Secondo il parere di alcuni analisti la previsione per una produzione da 8,6 milioni di barili al giorno, inserita nel report di ottobre, verrà aumentata ancora una volta di circa 200.000 barili al giorno, sostenendo così il prezzo del petrolio.
Intanto, ad Abu Dhabi, il gotha dell’industria petrolifera mondiale continua a discutere sulle strategie per i nuovi scenari energetici in questa seconda giornata di confronto. "Se non possiamo predire il prezzo futuro del petrolio, un fattore rimane saldamente nel nostro controllo ed è il costo di ogni barile che produciamo", ha dichiarato Sultan Ahmed Al Jaber della compagnia emiratina Adnoc e padrone di casa. Una dichiarazione che accende un faro sulle prossime mosse dell’OPEC e sul vertice del 30 novembre quando il cartello, in formazione allargata, si riunirà a Vienna per la scelta finale.
Sull’incontro ci sono già state prove rassicuranti da parte del segretario generale Barkindo, che sulla scia del vertice informale della scorsa settimana ha dichiarato: "È vitale che i paesi OPEC prendano misure coordinate per riequilibrare il mercato nell'interesse comune".