Il greggio in crescita in Iran e Libia complica gli accordi OPEC

Il greggio in crescita in Iran e Libia complica gli accordi OPEC

Giacomo Maniscalco
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Gli USA stringono accordi con Saudi Aramco sulla produzione di greggio nonostante i tagli OPEC e registrano un aumento del 23% nelle proprie importazioni di greggio dal Venezuela. La libica NOC punta a un mln di barili al giorno per il 2017 mentre Statoil svende le oil sand canadesi

La Saudi Aramco ha stretto accordi con la statunitense Nabors Industries Ltd. per costruire una serie di impianti estrattivi. A detta dell’AD Amin Nasser, si tratterebbe di 50 impianti onshore che verranno realizzati nel corso dei prossimi dieci anni; una prospettiva importante per lo sviluppo per il futuro dell’industria energetica saudita, che pare però porsi in contraddizione con i recenti accordi OPEC sui tagli alla produzione previsti per i prossimi sei mesi nel tentativo di stabilizzare i prezzi del greggio. Il Paese, numero uno per quanto riguarda le esportazioni di petrolio, è stato infatti protagonista del summit di Vienna, impegnandosi a ridurre il proprio output di 486.000 barili al giorno.
In Venezuela le esportazioni di greggio verso gli Stati Uniti a novembre hanno raggiunto la quota di 742.535 barili al giorno, una crescita pari al 23%. Tra i destinatari del greggio venezuelano, con la Citgo Petroleum Corporation, controllata statunitense di Petróleos de Venezuela, S.A. PDVSA, ci sono anche Valero Energy, Phillips 66 e Chevron.
In Libia le forze armate (Libyan National Army) hanno annunciato la riattivazione dell’oleodotto di Rayayina, che permetterà alla National Oil Corporaion (NOC) di riprendere le attività estrattive, pari a 400.000 barili al giorno, nei giacimenti El Feel e El Shahara, nella parte occidentale dal Paese, inattivi da due anni. Con gli attuali livelli di produzione di circa 600.000 barili al giorno, l’aumento porterebbe il livello di output oltre al milione, cosa che metterebbe pressione sulla stabilità politica del Paese e complicherebbe le prospettive dell’accordo OPEC sui tagli alla produzione.
Infine, il colosso norvegese Statoil ha reso nota ieri la sua decisione di abbandonare il business delle sabbie bituminose in Canada, svendendo i relativi asset alla compagnia energetica canadese Athabasca Oil Corp. Nel dettaglio, Athabasca acquisirà il 100% del progetto Leismer, con un output pari a 24.000 barili al giorno, oltre a un contratto per una locazione non ancora sviluppata. L'operazione ha un valore complessivo di 626 milioni di dollari.