Le incertezze che disturbano il mercato del petrolio

Le incertezze che disturbano il mercato del petrolio

Giacomo Maniscalco
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Il mercato del petrolio è in stallo tra l'aumento della produzione shale negli USA e i tagli OPEC. Ma i numeri sembrano non tornare

Il mercato del petrolio naviga in un mare di incertezze e perde ogni appiglio, all’apparenza, affidabile. Infatti, anche proprio riguardo al tema caldo dei prezzi, appaiono discrepanze tra i dati forniti dall’Eia e quelli di altre fonti. Un dubbio che una volta insinuato diventa difficilmente dissipabile, e che rischia di indebolire il mercato, a livello globale.  Fatto sta che, a quattro mesi di distanza dall’implementazione dei tagli OPEC, nonostante il coinvolgimento di alcuni produttori principali non-OPEC, come la Russia, le quotazioni del greggio sono rimaste "bloccate" intorno a 50 dollari al barile, e il problema sarebbe attribuibile non solamente al notevole incremento del petrolio di scisto dagli States ma, piuttosto, ad un’asimmetria delle informazioni sui dati delle riserve Usa che sarebbero ad un livello pari a 1,6 milioni di barili. Gli Stati Uniti, però, sono l’unico Paese capace di fornire informazioni in tempo reale sulle proprie riserve petrolifere, cosa dovuta al fatto che, dagli anni 70, il governo americano finanzia le attività della Energy Information Administration (Eia). Il mercato guarda intanto anche all'incontro di oggi in Florida fra Donald Trump e Xi Jinping. Nel corso del summit il Presidente americano e il suo omologo cinese tratteranno parecchi temi controversi: dal futuro dell’Unione Europea ai conflitti in Medio Oriente. Ciò che emergerà da questo storico appuntamento potrebbe essere determinante per il mercato del petrolio, considerato che la Cina è uno dei maggiori importatori mondiali.  Un altro Paese che invece già sa che soffrirà una riduzione delle proprie entrate è l’Egitto. La recente intesa con il Kuwait, che entrerà in vigore nel 2019, è inferiore di 500 mila barili al mese rispetto all’accordo originale (2 milioni di barili di petrolio al mese) firmato con la società petrolifera Sumed nel 2014.