Il 2017 del petrolio, domanda in crescita anche a prezzi più alti

Il 2017 del petrolio, domanda in crescita anche a prezzi più alti

Elisa Maria Giannetto
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Secondo le previsioni dell'OPEC, nonostante i tagli concordati a Vienna la produzione mondiale di petrolio continuerà ad aumentare. Protagonisti della crescita saranno soprattutto i Paesi asiatici. Intanto, Trump rivede la politica energetica degli USA

Le basi poste nel 2016 sembrano sostenere il prezzo del petrolio ma gli effetti di questa crescita potrebbero tradire le aspettative. Nonostante i tagli alla produzione concordati a Vienna stiano sostenendo i prezzi del petrolio, l’Opec, prevede che la domanda globale dovrebbe aumentare di quasi 17 milioni di barili al giorno fino al 2040 - quando potrebbe raggiungere circa 110 milioni di barili al giorno. Tra i Paesi emergenti, quelli asiatici dovrebbero assorbire circa il 70% di questo aumento, spronati dalla crescita della popolazione, da una classe media in rapida espansione, dall'urbanizzazione e dall'industrializzazione.
Il segretario generale dell’Opec, Mohammed Barkindo, al termine della conferenza Petrotech sull'energia in India, ha dichiarato che "l'Asia giocherà un ruolo importante nella stabilità del mercato petrolifero e questo genera nuove opportunità per tutti i produttori, Opec e non-Opec". Lo confermano le previsioni secondo cui entro il 2040 la domanda di petrolio in India sarà più che raddoppiata, a 10 milioni di barili al giorno. "La sua vivace economia gode attualmente di una crescita tra le più rapide al mondo, con un tasso del 7,5% nel 2016" ha aggiunto Brakindo.
Il nuovo anno si aprirà dunque sotto buoni auspici. Già a partire da gennaio l’Opec cercherà di ridurre l’eccesso di offerta per sostenere i prezzi. Ma per arrivare all’obiettivo di 1,2 milioni di barili al giorno, i Paesi non-Opec dovranno contribuire al taglio con una riduzione di 600.000 barili.  La Russia si è già fatta avanti accettando di tagliare la sua produzione di petrolio di 300.000 barili al giorno a partire dal prossimo marzo.
Dall’altra parte del mondo, le stesse previsioni spingono il neoeletto Presidente Usa, Donald Trump, a rivedere la politica energetica della nazione in modo da favorire i produttori di petrolio e di gas naturale. È probabile che concederà il via libera alla pipeline nel Dakota.