Petrolio: senza accordo OPEC, a rischio i conti degli Stati produttori

Petrolio: senza accordo OPEC, a rischio i conti degli Stati produttori

Emilio Fabio Torsello
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Dall'Arabia Saudita alla Russia e al Venezuela, gli storici esportatori di greggio stanno patendo pesanti perdite di bilancio, a causa del calo dei prezzi del petriolio

In mancanza di un accordo tra i Paesi OPEC, il prezzo del petrolio potrebbe attestarsi attorno ai 40 dollari al barile. A dirlo è il report della banca d'affari Goldman Sachs che sottolinea come "l’assenza di progressi circa i livelli di produzione e i crescenti disaccordi tra i produttori OPEC facciano pensare che difficilmente si raggiungerà un accordo entro il 30 novembre". Gli analisti proseguono poi sottolineando come "la mancanza di un accordo per così tanto tempo ha spinto le contrattazioni al ribasso, compromettendo le garanzie del prezzo con il barile verso i 40 dollari. A nostro avviso", concludono, "l’OPEC non sarà in grado di raggiungere un accordo".
E proprio la discesa dei prezzi del petrolio sta portando le prime conseguenze anche in Paesi storicamente esportatori di greggio come l’Arabia Saudita. Nei giorni scorsi, infatti, è stato rimosso Ibrahim Al-Assaf, ministro delle Finanze, che da vent’anni amministrava le finanze di Riad. Secondo la casa reale, infatti, Al-Assaf non sarebbe stato in grado di rispondere in modo efficace alla crisi dei prezzi del greggio né di mettere a punto misure efficaci. Al suo posto è stato nominato Mohammed Al-Jadaan, fino a poco tempo fa a capo della Capital Markets Authority.
Una situazione molto simile potrebbe poi verificarsi in Paesi come la Russia e il Venezuela. L’export di Mosca, infatti, è composto per il 68% dai proventi del greggio, dei prodotti petroliferi e del gas, una percentuale che per Caracas sale addirittura al 95%.