Il rinnovato ottimismo dell'OPEC

Il rinnovato ottimismo dell'OPEC

Editorial Staff
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A Vienna l'Organizzazione dei paesi produttori di petrolio fa il punto sulle prospettive di crescita del settore presentando il World Oil Outlook 2040. Una domanda in progresso e i riscontri positivi sui tagli alla produzione decisi nei mesi scorsi sembra abbiano riportato un po' di sereno dopo i presagi negativi di qualche anno fa

Un riconoscimento storico globale. E’ quello che è giunto all’OPEC per la tenacia e la lungimiranza con cui si è proceduto a riunire intorno ad un tavolo, oramai più di un anno fa, tutti i membri storici dell’Organizzazione e 11 produttori non OPEC per procedere, come mai era avvenuto prima, ad un riassestamento dei mercati del petrolio decidendo per una generale riduzione della produzione. A Vienna, in occasione della presentazione del World Oil Outlook 2040, il clima che si respirava era di generale, anche se cauta, soddisfazione. “Abbiamo molta fiducia nel fatto che tutti insieme stiamo scrivendo un nuovo capitolo nella storia petrolifera mondiale” – ha sottolineato il segretario generale Mohammad Sanusi Barkindo – riferendosi alle ultime decisioni dell’Organizzazione. Sempre Barkindo, nell’introduzione al report, ha spiegato come, parallelamente all’accelerazione dell’economia mondiale, che nel medio termine dovrebbe procedere da una percentuale positiva del 3,1% del 2016 al 3,7% del 2022, grazie anche alla crescita di paesi come India e Cina, al nuovo clima di stabilità nell’area dell’Eurasia, si stia assistendo ad un progresso della domanda di petrolio, che per il periodo 2016-2022 mostra un rialzo pari a 6,9 mb/d, avanzando da una quota globale di 95,4 mb/d a 102,3 mb/d. Ciò corrisponde ad una crescita media annua molto vicina a 1,2 mb/d. La previsione a lungo termine, fino quindi alla scadenza del 2040, riserva poi un’ulteriore sorpresa. Rispetto, infatti, a quanto riportato nell’ultima edizione del WOO, la domanda dovrebbe raggiungere, per quella data, i 111,1 mb/d, sebbene la crescita media si abbassi a circa 300.000 b/b tra il 2035 e il 2040, sulla scorta di un processo di efficientamento energetico sempre più profondo, così come a causa di un certo rallentamento del PIL e della crescita demografica mondiale. Un altro elemento su cui punta questa edizione del WOO è il livello di investimenti che occorrerà mettere in campo, sia sul lato upstream che downstream, per raggiungere i livelli di produzione e distribuzione necessari. Secondo l’OPEC, da qui al 2040 questi dovrebbero ammontare a circa 10,5 trilioni di dollari, nonostante le recenti flessioni nelle quotazioni petrolifere abbiano già prodotto il congelamento di circa un trilione di dollari di nuovi progetti.