Prezzi del petrolio in discesa, spinti dai dati su produzione OPEC e scorte USA

Prezzi del petrolio in discesa, spinti dai dati su produzione OPEC e scorte USA

Giacomo Maniscalco
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WTI e Brent in calo dopo i dati sull'output OPEC di novembre e sulle scorte USA. Ad Abu Dhabi si intravedono i primi tagli alla produzione mentre la Norvegia apre a nuove esplorazioni offshore e l'Asian Development Bank cerca di contenere lo smog a Pechino

La notizia che l'OPEC nel mese di novembre avrebbe prodotto più greggio di quanto previsto e un inaspettato aumento nelle scorte USA hanno spinto in discesa i prezzi del petrolio. Nello specifico, il West Texas Intermediate (WTI) è calato a 52,29 dollari al barile, giù di 69 centesimi, pari al 1,3%, mentre il Brent registra una perdita di 60 centesimi, pari all’1.08%, attestandosi a 55,12 dollari al barile.
Ma dagli Emirati Arabi Uniti arrivano i primi segnali positivi a seguito dell’accordo OPEC. La Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC) ha dichiarato che nel mese di gennaio taglierà le forniture di greggio verso Asia, Kuwait e Oman del 3-5%.
In Norvegia, invece, nel 2017 lo Stato concerà licenze per 87 nuove esplorazioni petrolifere nell’offshore. La dichiarazione, rilasciata martedì dal ministro dell’Energia Tord Lien, si riferisce alle licenze nelle cosiddette "mature areas" e darà la possibilità, alle aziende petrolifere già attive nel Paese, di allargare le strutture già esistenti. Delle 87 licenze, 53 riguardano aree nel Mare di Barents e 34 nel Mare di Norvegia.
Intanto, i dati dell’American Petroleum Institute parlano di scorte in aumento in Cina mentre, per combattere lo smog di Pechino, la Asian Development Bank ha approvato un prestito da 499,6 milioni di dollari per finanziare un progetto che riguarda i settori dell’energia, trasporti e agricoltura.