Sale l'incertezza attorno all'accordo OPEC. Mentre l'Iran continua a produrre petrolio

Sale l'incertezza attorno all'accordo OPEC. Mentre l'Iran continua a produrre petrolio

Emilio Fabio Torsello
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Secondo Elvira Nabiullina, a capo della Banca Centrale russa, lo scenario più probabile è quello di un barile quotato circa 40 dollari per i prossimi tre anni

Non ci sarà un altro collasso del prezzo del petrolio, ma di certo il barile si manterrà attorno ai 40 dollari per i prossimi tre anni. A dirlo è Elvira Nabiullina, a capo della Banca Centrale russa. "Stiamo considerando diversi scenari di sviluppo economico," ha spiegato all’agenzia Tass, "partendo dal presupposto che il barile potrebbe attestarsi attorno ai 40 dollari al barile per i prossimi tre anni". E dal prezzo del petrolio dipende infatti tanta parte del budget di Paesi come Russia, Arabia Saudita, Iran, Iraq e altri, che delle esportazioni hanno fatto un asset fondamentale per i ricavi. Riad, per esempio, proprio a causa del crollo delle quotazioni del greggio ha dovuto ridurre salari e bonus nel settore della pubblica amministrazione, una situazione che sul fronte interno ha fatto "saltare" il ministro delle Finanze saudita.
E proprio l’OPEC, con Qatar, Algeria e Venezuela in testa, sta facendo pressing perché – tra appena due settimane – i Paesi produttori raggiungano un accordo sul taglio alla produzione di petrolio, in modo da riequilibrare il prezzo, riducendo l’offerta rispetto alla domanda. Il rischio, altrimenti, è uno stallo del mercato che – come ha ricordato anche l’EIA – nel 2017 verrebbe "invaso" da prodotti petroliferi in surplus.
E per capire come la situazione sia tutt’altro che definita, domenica scorsa il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, ha annunciato che il Paese ha aggiunto ulteriori 250mila barili alla produzione giornaliera di petrolio. Questo anche grazie all’attivazione di altri tre siti petroliferi nell’Ovest del Paese, affidati a tre diverse compagnie: la cinese Sinopec, la China National Petroleum Corporation e la Persian Oil and Gas Development of Iran. A questi si aggiunge il recente accordo che Teheran ha stretto con la compagnia Total per l’esplorazione di nuovi siti nel settore del Liquefied Natural Gas, con una produzione stimata di due milioni di piedi cubi di gas al giorno. Prima che le sanzioni internazionali influenzassero l’output petrolifero dell’Iran, infine, il Paese produceva il 12% del petrolio in ambito OPEC.