L'Opec corteggia gli indecisi mentre l'Arabia Saudita tenta una via autonoma

L'Opec corteggia gli indecisi mentre l'Arabia Saudita tenta una via autonoma

Elisa Maria Giannetto
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Dopo la Russia, l'Opec tenta di coinvolgere Iran e Iraq nei tagli alla produzione in vista del prossimo vertice che si preannuncia ricco di colpi di scena

Continua l’altalena dei prezzi del petrolio che oscillano sotto la spinta delle dichiarazioni emerse durante l’incontro tecnico dei membri Opec a Vienna. I contratti sul greggio con scadenza a gennaio cedono 10 centesimi a 47,93 dollari al barile; il Brent perde 10 centesimi a 49,02. A determinare lo slittamento delle decisioni al 30 novembre ancora l’Iran e Iraq. "Non abbiamo un percorso chiaro per il 30 novembre, quindi il mercato soffrirà altri 8 giorni di incertezza", ha detto James Williams, presidente del consulente per l'energia WTRG Economics in Arkansas (USA).
Saranno giorni intensi per l’Opec che, già da qualche settimana sta cercando di tessere un ponte di dialogo con i Paesi non-Opec, per trovare un accordo su un taglio coordinato e sostenibile per il mercato. Dopo La Russia che si dice pronta a bloccare la produzione ai livelli odierni, che comunque sono i massimi raggiunti nel 2016, i riflettori sono puntati su Iran e Iraq.  
L’altra incertezza riguarda le quote dei singoli stati. Se infatti un tetto per la produzione complessiva sarà raggiunto entro il 30 novembre, non è chiaro in che percentuale ogni Stato parteciperà. Alcuni Paesi, come la Nigeria, Iraq, Libia e Iran, sostengono che dovrebbero essere esonerati perché la loro produzione è stata colpita da conflitti o sanzioni.
Intanto sullo sfondo si assiste ad un riavvicinamento tra Egitto e Arabia Saudita dopo la sospensione delle forniture da parte del Saudi Aramco. Tarek El Molla, ministro del Petrolio egiziano, è stato infatti invitato a partecipare alla 14 ° Conferenza internazionale araba per le risorse minerarie che si è tenuta a Gedda.
La mossa saudita di invitare l'Egitto potrebbe stressare ulteriormente le relazioni con l’Iran e permettere all’Arabia Saudita di trovare una via d’uscita autonoma per risolvere la crisi del prezzo del petrolio.