Rinnovabili, la potenzialità nascosta delle onde

Rinnovabili, la potenzialità nascosta delle onde

Marcello Vallese
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Dal Giappone all'Inghilterra, passando per il Vecchio Continente, sono sempre più numerosi i progetti che sfruttano il moto ondoso di bacini e oceani

Le nuove tecnologie nel settore delle rinnovabili guardano sempre più agli oceani e al moto ondoso come potenziale da sfruttare per produrre energia. Dal Giappone alla Scozia, passando per il Vecchio Continente, infatti, sono diverse le società, i Gruppi e le startup che promettono di mettere a frutto la cosiddetta "wave energy".
L’imprenditore giapponese Atsushi Shimizu, ad esempio, fondatore della Challenergy, ha progettato un generatore eolico capace di sfruttare i venti di una tempesta con mare forza 12, per catturarne il potenziale energetico. Composto da lame verticali inserite fra due piattaforme, questo generatore ha la forma di uno "sbattiuova" e può reggere l’urto dei più violenti tifoni del paese asiatico. Il primo prototipo di questa nuova soluzione è stato installato quest’anno nell’isola di Okinawa e sfrutterà il cosiddetto "effetto Magnus" generato dalle correnti ascensionali della perturbazione.
Ma la wave energy è anche la chiave di una nuova e recente partnership nata in Scozia tra le società Trident Energy e AWS Ocean Energy, che intendono testare un prototipo di dispositivo per convertire il moto ondoso in energia. La nuova soluzione è stata possibile grazie a un contributo da 770 mila sterline da parte della Wave Energy Scotland. E non è questo l’unico progetto che di recente ha iniziato a sfruttare il moto ondoso. Nel sud dell’Inghilterra, infatti, la Lightsource Renewable Energy ha da poco inaugurato il primo impianto fotovoltaico galleggiante che promette di generare 5,8 milioni di KW nel primo anno di operatività. Secondo il capo progetto Liv Harder, "i maggiori benefici del fotovoltaico galleggiante è che può sfruttare e rendere produttive le superfici dei tanti bacini idrici che circondano Londra e le altre principali città inglesi."
Sempre sul fronte delle rinnovabili, infine, nei giorni scorsi Google si è unito a tre aziende olandesi per acquistare l’energia elettrica di un parco eolico costruito da una cooperativa con oltre quattromila soci. L’energia prodotta dall’impianto contribuirà a far raggiungere ai Paesi Bassi entro il 2020 il target del 14% di energia "green", consentendo anche a Google di rendere a emissioni zero il proprio Data Center locale.