Novak, dal referendum curdo fino alle sanzioni statunitensi

Novak, dal referendum curdo fino alle sanzioni statunitensi

Editorial Staff
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Il ministro dell'Energia russo ha parlato della presenza di Gazprom Neft nel Kurdistan iracheno, ma anche di come le sanzioni USA non dovrebbero influire sui futuri progetti russi nei settori del gas e del petrolio e dei tagli alla produzione chiesti al Turkmenistan

Nonostante il referendum sull'indipendenza del Kurdistan iracheno, Gazprom Neft intende continuare l'attuazione dei progetti lanciati, lo ha dichiarato il ministro dell’Energia della Federazione Russa, Alexander Novak alla stampa russa. "Per quanto ne so, Gazprom Neft continuerà i suoi lavori e progetti nel Kurdistan iracheno". La società ha tre strutture nella regione nei complessi di Halabja, Shakal e Garmian. Il ministro ha riferito inoltre di aver invitato il Turkmenistan ad aderire all'accordo fra i paesi Opec e quelli non aderenti al cartello sulla riduzione della produzione petrolifera. Richiesta presentata nel corso della visita ufficiale della delegazione di Mosca nella capitale turkmena. "Abbiamo invitato i nostri colleghi a partecipare all’Organizzazione dei paesi esportatori del gas, nonché all'accordo tra i paesi Opec e non Opec". Novak ha inoltre osservato che il Turkmenistan è pronto a svolgere un ruolo di paese osservatore, non entrando formalmente nell'accordo. Poi il ministro è passato a parlare delle nuove sanzioni statunitensi contro la Russia, le quali non hanno influito sui progetti russi nei settori del gas e del petrolio. La nuova legge sulle restrizioni alla Russia è piuttosto complessa, il documento richiede un'analisi approfondita e una chiarificazione. "Ora dobbiamo aspettare spiegazioni ufficiali dalle autorità statunitensi circa le specifiche dell'applicazione di questa legge", ha dichiarato Novak.