È record per le importazioni di petrolio in Messico

È record per le importazioni di petrolio in Messico

Emilio Fabio Torsello
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Nel Paese contratti per 41 miliardi di dollari, dall'Eni investimenti per un miliardo

Le raffinerie statunitensi stanno producendo petrolio senza sosta per uno dei Paesi confinanti: il Messico. Sono di queste ore, infatti, i dati relativi alle importazioni da parte di Città del Messico, ormai prossime a un milione di barili al giorno (la media annuale è stata di 820.000 barili al giorno). Una richiesta che deriva da una mancanza di infrastrutture capaci di sostenere la richiesta energetica del Paese.
E per rendersi conto di quanto questo ritardo nello sviluppo sia forte, basti pensare che appena dieci anni fa la situazione era esattamente opposta rispetto a quanto sta avvenendo in questi mesi: gli Stati Uniti importavano 1,45 milioni di barili al giorno dal Messico.
Proprio le importazioni verso il Paese confinante rappresentano una manna - in termini di margini di profitto - per il settore petrolifero del Golfo del Messico già duramente colpito dalle conseguenze della crisi del prezzo del barile. E nel 2017, dicono alcuni analisti di mercato, le importazioni potrebbero superare il milione di barili al giorno.
A giocare un ruolo chiave nel comparto energetico messicano, infine, sono anche due aziende italiane come Eni ed Enel, insieme a Saipem e altre società del settore energia. "Finora," ha ricordato il ministro dell’energia del Messico, Pedro Joaquin Coldwell, in un’intervista al Sole 24 Ore, "sono state realizzate quattro aste per contratti di esplorazione e sfruttamento petrolifero nelle acque profonde; dei dieci contratti previsti ne sono stati aggiudicati otto con investimenti previsti per 41 miliardi di dollari." L’Eni investirà qui un miliardo di dollari.