Un mare di plastica

Un mare di plastica

Elisa Maria Giannetto
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Da new York a Roma, una riflessione globale sulla salute dei mari, inondati di rifiuti non deperibili, e sul benessere del pianeta

In vista della giornata mondiale degli oceani dell'8 giugno, l'Onu richiama l’attenzione sullo stato di salute dei mari: "A rischio come mai prima". La plastica è il nemico numero uno, ma sotto accusa ci sono anche la pesca non sostenibile e i cambiamenti climatici. Le emissioni di carbonio, infatti, stanno provocando l'innalzamento del livello dei mari, rendendo le acque più acide, con sempre meno ossigeno. L'allarme lanciato dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, durante la Conferenza sugli oceani in corso fino a venerdì nella sede delle Nazioni Unite a New York, evidenzia come, nel 2050, il numero dei rifiuti di plastica in mare potrebbe superare quello dei pesci. L’Onu chiama all’appello governi e singoli cittadini e premia, per il suo esemplare attivismo, l'attore Adrian Grenier nominandolo ambasciatore di buona volontà delle Nazioni Unite per l'ambiente. A lasciare una qualche speranza in più sulle tematiche ambientali, arriva la rassicurazione dell’AIE, secondo cui azzerare le emissioni di gas serra del settore energetico nel 2060 è tecnicamente fattibile, e consentirebbe di avere il 50% di probabilità di contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi. Per farlo è richiesto un investimento maggiore per bilanciare il mix energetico verso fonti più pulite. Anche qui i buoni esempi non mancano: sono sempre più numerose le big company impegnate nella sfida di diventare 100% green. Tra queste si distingue Google che ha messo a disposizione di un team di ricercatori le auto di Google Street View, quelle usate dal colosso tecnologico per scattare immagini a livello stradale, per mappare l'inquinamento strada per strada. Intanto sul fronte delle sviluppo delle rinnovabili oggi a Roma si discute di opportunità di investimento nel settore solare in Botswana. La Conferenza presso la sede italiana dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido Itpo), in programma fino al 17 giugno, ha l’obiettivo di presentare e promuovere un portfolio progetti e le due espressioni d’interesse attualmente aperte nel Paese africano.