Economia low carbon, le scelte diverse di Gran Bretagna e Ue

Economia low carbon, le scelte diverse di Gran Bretagna e Ue

Lorenzo Massari
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Mentre la Commissione europea si appresta a presentare un nuovo obiettivo di efficienza energetica per il 2030, Londra torna a guardare al nucleare. Intanto, a Panama un'intera comunità usa bottiglie di plastica per costruire case antisismiche e isolanti

Non solo economia e finanza. I primi effetti della Brexit iniziano a manifestarsi anche nel settore energetico, dove Unione europea e Gran Bretagna sembrano intenzionate a compiere scelte piuttosto divergenti sulla strada dell’abbattimento delle emissioni. Da un lato, infatti, la Commissione europea si accinge a presentare una nuova proposta di direttiva sull’efficienza energetica, aumentando il target previsto per il 2030 dall’attuale 27% a un più impegnativo 30%. A darne notizia è la Reuters, secondo cui l’iniziativa potrebbe contare sul supporto di un vasto movimento d’opinione reso ancora più forte dal fatto che, stando al recente rapporto Joint Research Center della Commissione Ue, l'obiettivo previsto per il 2020 è già stato praticamente raggiunto.
Dall’altro lato, al di là della Manica, è stato approvato in via definitiva il progetto per la costruzione del reattore nucleare Hinkley Point C. Il via libera è giunto attraverso una nota ufficiale del Governo guidato da Theresa May, nella quale si sottolinea "l’importanza fondamentale dell’atomo" per il futuro low-carbon dell’Inghilterra. A quanto si apprende, saranno investiti 18 miliardi di sterline per realizzare due reattori da 1,6 GW di potenza installata, che copriranno il 7% circa dei consumi elettrici inglesi. A destare le maggiori perplessità è il prezzo che sarà pagato per l’energia prodotta: ben 92,50 sterline/MWh per 35 anni, sui 60 previsti di vita utile, che rappresenta più o meno il doppio dell’attuale costo dell’elettricità all’ingrosso in Gran Bretagna. Secondo le associazioni ambientaliste, si tratterebbe dell’ennesima prova che anche il cosiddetto nucleare "di seconda generazione" necessita di forti sussidi governativi per essere competitivo.
Intanto, a Panama, un’intera comunità ha deciso di utilizzare le bottiglie di plastica per costruire case termoisolanti e antisismiche. Dopo essere state inserite in gabbie di ferro, le bottiglie sono state ricoperte di calcestruzzo diventando così le pareti di abitazioni che non solo sono resistenti ai terremoti, ma grazie all’aria rimasta all’interno delle bottiglie producono un effetto termoisolante.