Le esportazioni di petrolio dell'Iran tornano ai livelli precedenti alle sanzioni economiche

Le esportazioni di petrolio dell'Iran tornano ai livelli precedenti alle sanzioni economiche

Emilio Fabio Torsello
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Diverse navi cargo di Teheran cariche di greggio e gas naturale condensato hanno attraccato in Inghilterra. Mentre a causa del calo dei prezzi, Riad taglia gli stipendi statali

L’Iran sta esportando petrolio e prodotti petroliferi a livelli precedenti alle sanzioni economiche. A dirlo sono le cifre che raccontano l’efficacia della rete di relazioni messa in campo da Teheran, da mesi ormai alla ricerca di partner commerciali con cui vendere le proprie materie prime. E proprio le vendite hanno raggiunto i 2,8 milioni di barili al giorno, pari ai livelli precedenti al 2011. Il dato emerge mettendo insieme sia le esportazioni di petrolio sia quelle di greggio condensato, una forma più "light" di oro nero, usata per la lavorazione di prodotti petrolchimici e prodotta spesso usando anche lo shale gas, ma che non rientra nelle quote ricomprese dall’OPEC.
Tra i Paesi più importanti a fini commerciali e verso cui l’Iran ha iniziato a esportare greggio, c’è la Gran Bretagna. Nei giorni scorsi, infatti, un cargo contenente oil e prodotti condensati ha attraccato sulle coste inglesi. "Una nave cargo con un milioni di barili di gas naturale condensato è stato recapitato a BP", ha spiegato Mohsen Ghamsari, direttore degli Affari internazionali presso la NIOC, la compagnia energetica di Stato Iraniana. Secondo Ghamsari, inoltre, hanno salpato almeno altre 2 navi cargo dirette in Gran Bretagna, cariche di greggio, dirette ad altrettante compagnie energetiche, di cui però non è stato fatto il nome.
E che la diversificazione nelle esportazioni - con l’Europa come potenziale mercato in crescita, visti i problemi con la Russia - sia una delle soluzioni imprescindibili, lo dice anche quanto sta avvenendo in Arabia Saudita dove, proprio a causa dei bassi prezzi del petrolio, le istituzioni di Riad hanno fatto sapere di non poter più garantire bonus e benefit ai dipendenti pubblici. Gli stessi salari dei ministri - fanno sapere dalla corona - saranno ridotti del 20%. La decrescita dei prezzi, in particolare, ha avuto effetti molto gravi sul budget dell’Arabia Saudita, basti pensare che nel 2015 c’è stato un deficit nel bilancio dello Stato pari a 100 miliardi di dollari.