Tra Giappone e Europa l'Iran rinasce

Tra Giappone e Europa l'Iran rinasce

Editorial Staff
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Tehran ha annunciato alcuni primi risultati dell'era post-sanzioni, come il rinnovato rapporto commerciale con il Giappone, che dovrebbe riprendere le esportazioni di greggio dall'Iran, e la costruzione da parte della tedesca Basf di un sito petrolchimico nel sud del Paese

Iniziano a concretizzarsi i primi risultati all’indomani della revoca delle sanzioni all’Iran. Il ministro del Petrolio di Tehran, Bijan Zangeneh, ha annunciato che le esportazioni di greggio dall’Iran verso il Giappone potrebbero raggiungere a breve il livello dell’“era pre-sanzioni”. A seguito di un incontro a Teheran con Katsuyuki Kawai, consigliere speciale del primo ministro giapponese Shinzo Abe, Zangeneh ha ribadito che il "momento è propizio" per mantenere relazioni con il Giappone aggiungendo che “Teheran e Tokyo possono riprendere i loro legami nel settore petrolifero”. Intanto il direttore del Centro di ricerca e tecnologia della Compagnia nazionale petrolchimica iraniana, Esmaeil Ghanbari, ha confermato l’inizio dei colloqui con le imprese europee e asiatiche per l’acquisto e il trasferimento delle più moderne tecnologie in Iran. La multinazionale tedesca della chimica, Basf ha già annunciato l'intenzione di fare un investimento da 4 miliardi di dollari nell’industria iraniana. Marzieh Shahdani, l'amministratore delegato della società petrolchimica nazionale (Npc), ha spiegato che l’azienda tedesca dovrebbe costruire un sito petrolchimico nel sud dell'Iran. La Basf avrà una quota del 60% nel progetto.