L'india continua la corsa verso un futuro sostenibile. Il solare sorpassa il carbone

L'india continua la corsa verso un futuro sostenibile. Il solare sorpassa il carbone

Giacomo Maniscalco
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Gli enti energetici indiani spingono il fotovoltaico, fonte rinnovabile sempre più economica, mentre il Paese punta a chiudere le importazioni di carbone entro il 2020

Lo scorso 7 novembre, l’azienda energetica pubblica indiana National Thermal Power Corporation (Ntpc) ha reso nota la propria intenzione di raggiungere l’obiettivo del 52% della produzione energetica da fonti rinnovabili entro il 2020.
A rendere particolarmente interessante questa comunicazione, al di là delle intenzioni ambiziose in termini generali, è la rapidità dello sviluppo delle risorse rinnovabili del Paese. Basti pensare che nel 2011 la Ntpc possedeva una quantità di pannelli solari praticamente pari a zero. Inoltre, la Ntpc non è la sola agenzia a spingere verso il cambiamento sostenibile, visto che le altre tre major indiane (Reliance, Tata e Adani) seguono tutte lo stesso trend. Questa crescita impetuosa ha portato con sé un rapidissimo abbassamento dei costi di produzione. Dal 2011, il costo del fotovoltaico è sceso dell’80%. Nel 2015, il ministro dell’Energia Indiano Piyush Goyal aveva suscitato un certo scetticismo dichiarando che il Paese avrebbe terminato l’importazione di carbone entro il 2020, eppure il costo dell’output solare è già sceso sotto quello dell’importazione del carbone. Il cambiamento non significherà la fine immediata del carbone, la cui produzione domestica proseguirà, ma la strada verso il futuro rinnovabile è tracciata e anche le stime più prudenti segnalano un ulteriore calo nel costo della produzione solare tra circa il 5% e il 10% all’anno.