Nel 2035, meno carbone e più rinnovabili e gas naturale

Nel 2035, meno carbone e più rinnovabili e gas naturale

Elisa Maria Giannetto
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L'ultimo rapporto di Wood Mackenzie mostra come cambierà il mix energetico mondiale da qui al 2035. La Cina cede il passo all'India per la domanda di energia

Che la domanda globale di energia continui a crescere non fa più notizia, ma nel 2035 ciò che potrebbe sorprendere notevolmente è la natura del mix energetico e dei giocatori in campo. Gli analisti di Wood Mackenzie sono giunti a questa conclusione dopo aver esaminato i mercati energetici mondiali e le politiche di sviluppo delle principali economie mondiali. Il nuovo rapporto pubblicato dall’istituto di ricerca dimostra come l’economia del Dragone, che ha guidato la domanda di energia negli ultimi 15 anni, stia ora virando sul settore dei servizi che richiede meno energia rispetto all'industria pesante; mentre l'India, e in generale tutta l'Asia meridionale, sta invece spingendo il piede sull’acceleratore. La domanda di energia indiana continua a crescere, infatti, con una media del 3% e nel 2035 –secondo gli esperti – si prevede che supererà quella cinese, insieme al numero di abitanti, diventando così la nazione più energivora e popolata del mondo.
Sempre da quanto si legge nel rapporto a mutare nettamente sarà anche la composizione del mix energetico mondiale. Le rinnovabili, vento e sole in testa, continueranno ad accaparrarsi sempre più spazio nella torta energetica globale, con una crescita rispettivamente del 7% per l’eolico e dell’11% per il solare, togliendo spazio al carbone. Una storia a parte riguarda invece il gas naturale che crescerà in termini assoluti più delle altre fonti. "Il gas naturale", come chiarisce il report, "ha un percorso particolarmente roseo davanti a sé, e sta registrando una crescita sostanziale in tutto il mondo. Con un incremento del 41% è destinato a diventare la seconda fonte di energia nel 2035".

Per Wood Mackenzie questo nuovo ruolo del gas sembra essere in parte sostenuto anche dalla politica USA che sta spingendo i prezzi al ribasso per affermarsi come principale esportatore di energia entro il 2021. In questo scenario, più della metà delle esportazioni di GNL americane andrà all’Europa, fornendo un quinto del fabbisogno di gas europeo entro il 2035 (ricordiamo che attualmente la Russia fornisce il 35% del gas europeo). Esportazioni che viaggeranno anche verso la Cina, la cui domanda di gas è destinata a crescere del 366% entro il 2035 e quella indiana del 156%. Tra i maggiori importatori di gas si affaccia anche il Medio Oriente che vuole puntare su questa fonte per i consumi interni, mantenendo inalterate le esportazioni di petrolio.