Germania, dopo stop al nucleare le aziende chiedono risarcimento

Germania, dopo stop al nucleare le aziende chiedono risarcimento

Editorial Staff
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Gruppi energetici come E.on e Rwe, si considerano espropriati dalla svolta del governo di Berlino del 2011 relativamente alla politica sul nucleare. Ma sul punto il Ministro dell'ambiente difende la decisione di abbandonare lo sviluppo della fonte energetica

I grandi gruppi energetici tedeschi hanno chiesto alla Corte Costituzionale del Paese un risarcimento miliardario da parte dello Stato per i danni causati dalla politica di abbandono dell'energia nucleare. Gli oneri di questa decisione politica devono essere sostenuti dall’intera società, ha dichiarato ieri il presidente del Cda di E.on, Johannes Teyssen, all’inizio della 2 giorni di negoziati a Karlsruhe. I maggiori gruppi energetici tedeschi, E.on e Rwe, così come il colosso svedese Vattenfall, si considerano espropriati dalla svolta del governo di Berlino del 2011 relativamente alla politica nucleare. Il ministro dell’Ambiente Barbara Hendricks (Spd) continua tuttavia a difendere la decisione dell’uscita dal nucleare. Dopo la catastrofe nucleare di Fukushima l’allora governo nero-giallo di Berlino (Cdu, Fdp) sancì l'abbandono dell'energia nucleare. L’Unione di centro-destra e il Partito Liberale imposero alle aziende il limite massimo del 2020 entro il quale dismettere tutti i reattori nucleari in funzione nel Paese.